sabato 10 ottobre 2009

La Pu....

La pu....

Scusate se non lo metto proprio nel titolo, ma il nome di questo classico della nostra cucina popolare a casa mia si troncava per ... decenza.

Invece la Putana è così buona che le si può perdonare il nome, che a dire il vero non ho mai capito perchè si sia meritato.
Nel mitico La Cucina Vicentina (già citato nel post sulla Mosa), Amedeo Sandri usa questo nome anche per la Torta di pane e latte (Putana Gentile), proposta recentemente da Sweetcook, o per la Crostata di Mele (Putana coi pomi).

La pu....

La versione originale viene essere oggi arricchita con tante piccole dolcezze, che a noi sembrano poca cosa, ma una volta...
Quando oggi stavo per prepararla è arrivata mia mamma, così, mentre mi dava una mano a tener mescolato, che non no' a fassa grumi, mi ha ricordato che nella pu.... della Nonna Betta, c'era solo poco zucchero (che costava), tanti pomi, ed il latte, sempre poco, si tagliava a metà con l'acqua (almeno chi non aveva bestie in casa).
Aggiungo io, che magari mia mamma non lo ricorda, ma forse un pò di strutto veniva aggiunto giusto per dargli più sostanza e gusto.

Anche la cottura cambia, una volta si cuoceva poco la polenta (cucinare voleva dire legna, e quella serviva anche a scaldarsi) ed invece veniva allungata la cottura nel forno, che 'sti anni veniva fatta in un testo coperto, o in un coccio, sotto la cenere e le braci.

Comunque sia, ieri ed oggi, questo semplice dolce è davvero buonissimo, facile ed alla portata di tutti.

Con questo dolce ho deciso di partecipare per la prima volta ad un concorso: si tratta di Sunday Morning, proposto su Juls' Kitchen grazie alla sponsorizzazione di Macchine Alimentari.


Mi è piaciuta molto la presentazione di Giulia, e questo dolce, adesso come quando ero bambino, è una delle cose che, se trovo in cucina la mattina, ad aspettarmi nella teglia sotto il tovagliolo, trasformano qualunque giorno in una festa.

Ingredienti
  • 1 litro di latte
  • 200 gr di farina gialla (circa)
  • 150 gr di strutto (o burro)
  • 150 gr di zucchero
  • 8 fichi secchi
  • 100 gr di uvetta
  • 1 mela gialla
  • 8 noci
  • poco lievito
  • grappa
  • burro e pangrattato per ungere la teglia
Preparazione

Mettete a bagno i fichi secchi con l'uvetta lavata in poca acqua tiepida e grappa. Sbucciate e tagliate a tocchi le mele. Aprite le noci e fate a pezzettini i gherigli.
Far raggiungere il bollore al latte, quindi aggiungere a pioggia tanta farina quanta necessaria a formare una polentina piuttosto molle.
Tenendo sempre mescolato per evitare grumi, cuocete 15 minuti. Aggiungete quindi lo strutto (o il burro), l'uvetta scolata, le mele, i fichi fatti a pezzetti e le noci spezzettate.
Cuocete ancora per altri 15-20 minuti e, solo alla fine, aggiungete un bicchierino di grappa ed il lievito.
Versate il tutto in una teglia (meglio sarebbe uno stampo di rame) precedente imburra e cosparsa di pan grattato. Livellare ed infornare a 190° per 45-60 minuti, fino a che si forma una bella crosticina.
Lasciarla intiepidere prima di tagliarla e servirla.
Il giorno dopo, secondo me, da il massimo di se stessa.

18 commenti:

  1. se ci fosse in cucina ad spettarmi nella teglia, sotto il tovagliolo, questo dolce qui... anche per me qualunque giorno sarebbe un giorno di festa.
    Bellissimo, dev'essere tremendamente buono..

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  2. conosco la ricetta ma non sapevo si chiamasse così!è una delizia!!

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  3. E' davvero buono, anche se non avevo mai riflettuto tu una cosa: altri dolci più ricchi riempiono di profumi ed aromi la cucina, sia in cottura che tagliandolo.
    Questo invece, è povero ma generoso, quindi non profuma molto, ma tutto quello che ha da offrire lo dona all'assaggio.
    Viva la pu.... :)

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  4. Chi mi conosce sa quanto io ami le ricette della tradizione....e questa è davvero bellissima. Complimenti davvero...solo una curiosità: perchè il nome di pu...?? Ciao e buona domenica. paola

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  5. La cosa che apprezzo piu' di tutto e' il tuo legame con le tradizioni,anche io lo sento tantissimo e cerco di esprimerlo con la cucina e con qualche "rito"che mi porto dietro fin da bambina..mah..a invecchiare si diventa dei teneroni.. complimenti per la pu.... ricetta da copiare!!! buon week end..

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  6. Bellissima questa Pu...mi ricorda una torta che preparo spesso che ha come base il semolino.
    Proverò sicuramente a preparare questa tua ricetta, mi piace l'abbinamento della mela, con le noci e l'uvetta. Buon week-end

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  7. @paolaotto l'avevo notato, e poi basta vedere la tua passione per le Sorelle Simili per capirlo subito.
    Sinceramente non so proprio perchè si chiami così. Proverò a chiederlo ad un paio di colleghi e con il suocero, agricoltori nel cuore e cultori delle tradizioni.

    @anna maria: teneroni....mi sa che hai ragione ;) grazie e comunque domani è domenica, pane in casa. Vediamo se riesco fare i tuoi montà su.... mah

    @sabri: grazie, ma perchè, prima di fare la pu..., non scrivi qualcosa della tua versione? Non l'ho trovata nel tuo sito.

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  8. dopo aver provato i pestarei (polenta bianca con latte freddo) sono sicura che andrei pazza per questa versione dolce e mattiniera della polenta. Bello imparare di tradizioni nuove, soprattutto di regioni che non conosco bene..
    Buona domenica :)

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  9. Mai sentito parlare di questo dolce... perlomeno non di questo nome, ma mi attira un sacco!
    Alberto, te lo rubo, devo farlo conoscere assolutamente ai miei amici!
    A proposito, la schiacciata vista da te l'ho rifatta a modo mio, a giorno la posto!
    Baci e buona domenica!

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  10. @Ciboulette: ma sai che non conoscevo i pestare :O
    In realtà mia mamma mi piace sempre delle scodelle di polenta e latte che si pappava, ma da noi il mai bianco è poco usato. Segnata da provare, e grazie per il libricino che citi nel post, già scaricato.
    Buona domenica anche a te.

    @Rossa di Sera: fammi sapere se piace la pu.... e non vedo l'ora di leggere della tua versione della schiacciata.
    Buona domenica.

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  11. Dalla fetta si percepisce tutto il gusto buono e sano di questa torta, sa di casa ed è perfetta per il concorso (e non hai tradito le mie aspettative)! In effetti il nome è un po'... :-D

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  12. @Tania grazie. In effetti il nome... Io poi che son sempre stato... monello, da bambino mi divertivo a far arrabbiare mia mamma, gridandole dalla finestra: "Mamma, quando fai la ....."

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  13. Sembra proprio buonissimo! Il nome forse deriverà dal fatto che lo vogliono tutti ma proprio tutti? ;)

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  14. @iana: bella questa, non ci avevo mai pensato. O forse perchè non si nega a nessuno :)

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  15. Grazie davvero per aver partecipato, con una ricetta così interessantre poi!
    scusa il ritardo con cui l'ho inserita, ora è tuitto a posto!
    buona giornata!

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  16. Grazie Giulia, lì per lì pensavo che il nome potesse aver... creato imbarazzo :)
    Ne approfitto per farti il complimenti per il contest e per il bellissimo blog.

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  17. Che bella, questa torta!! Mi ricorda tantissimo il "Migliaccio dolce" con la farina gialla, che faceva mia madre a Carnevale! :) Che nostalgia ...Te lo copio subito, voglio assolutamente provarlo!!

    Gab

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  18. Piacere di conoscerti Gabri.
    Son piatti che, a me, aprono la scatola dei ricordi, come nel film "Il mondo di Amelie" (che adoro).
    Adesso non posso, ma poi visito con calma il tuo blog che già dalla "copertina" e dalle prime 3 ricette mi ha fatto innamorare :)
    A presto
    Alberto
    p.s.: spero di trovare la ricetta del Migliaccio Dolce nel tuo blog vero ?!

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