lunedì 13 settembre 2010

Lasagne tartufate con latte di nocciola

Lasagne tartufate con latte di nocciola

Sabato mattina, il suocero chiama e mi avvisa: "Alberto, dovete venire... se il piccolo vuole le nocciole venite... è pieno di nocciole.... ma sbrigati prima che arrivino le 'donne'... "

Dopo due minuti è di nuovo lui: "Ho provato a scorlare l'albero e sono venute giù quelle più grandi e belle; dai sbrigati"

Vesto in fretta e furia il cucciolo, gli preparo la merenda e partiamo. Vi assicuro, il nonno aveva ragione: nocciole a non finire, tanto che prima di finire una pianta Ale è stanco e la borsa che mi trascino è già piena a metà.
Ammetto che forse ne troviamo tante perchè agli altri non piace l'idea di raccoglierle proprio lì, in quel posto; ma... sono buone quanto quelle che si trovano in un bosco, il posto è tranquillo e posso lasciare il piccolo girare intorno con sicurezza...
Curiosi ???? Tanto non ve lo dico dove le prendiamo, vi dico solo che mia mamma ha detto che non verrà più a mangiare da me, quando le ho proposto questo piatto ;)

Comunque per farla breve, tornato a casa mi è venuto a mente che non abbiamo ancora finito le nocciole dell'anno scorso.
Pensando a che sapore abbinare al dolce della nocciola, con quel retrogusto di legno un po' astringente sul finale, mi è tornato "in bocca" il gusto del tartufo usato un paio di giorni fa; restava da decidere come mettere tutto assieme a quelle buone lasagnette fresche che aspettavano in frigo.

Scarto subito l'idea di usare del formaggio per il gusto troppo forte che coprirebbe gli altri due (anche se alla fine non ho resistito a proporre a parte del taleggino misto pecora fuso.... una delizia che ho scoperto oggi).
Scarto anche l'idea della besciamella o della panna: troppi grassi che ammorbidiscono l'astringenza della nocciola ma ammazzano anzi legano l'aroma del tartufo, che si esprime al meglio, secondo me, in purezza.

Alla fine scelgo di usare il latte, più leggero e meno grasso; certo non da solo, con la nocciola, ma non frullata o risulterebbe un pochino sabbiosa in bocca.
L'idea è semplice quanto efficace: latte di nocciola. Utilizzando il sistema con cui si prepara il latte di mandorle, ottengo un sapore leggero, che non lega e non è sabbioso.

Ci siamo, un tocco di timo per esaltare il sentore di bosco del tartufo, del buon olio dei miei colli berici (da cui arrivano anche nocciole e tartufo) ed il piatto è pronto: semplice, pochi sapori ma ben bilanciati, prodotti di stagione del territorio... l'ideale dopo una passeggiata immersi nella natura.

Un suggerimento per gustarlo al meglio: prima di impiattare provate su una forchettata di pasta a misurare la quantità di latte che consenta di bilanciare i due sapori; dovete lasciare che al primo impatto domini il tartufo per essere poi avvolto dal gusto di nocciola che accompagna, senza mai dominare, il tartufo fino alla fine.

Ingredienti
Per due persone
  • 120 gr di tagliatelle all'uovo fresche
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 250-300 gr di nocciole da sgusciare
  • tartufo tritato sott'olio
  • olio evo
  • 2 rametti di timo fresco
Preparazione

Sgusciare le nocciole, trittarle col frullatore e quindi aggiungere, sempre frullando, poco latte per volta fino ad ottenere una crema semi liquida.
Lasciare riposare mentre cuocete la pasta.
Prima di scolare la pasta, filtrare con un telo di cotone a maglie strette separando il latte dalla pasta (mettetela da parte).
Mettere in una padella 3 cucchiai di olio evo, il tartufo ed il timo, versare la pasta scolata e spadellarla per qualche minuto, in modo che si insaporisca a fondo.
Impiattare versando, un attimo prima di servire, qualche cucchiaio di latte di nocciola.

sabato 11 settembre 2010

Polenta pasticciata... speedy

Polenta pasticciata

Ammetto di non amare utilizzare alimenti precotti ma... a casa mia non manca mai un pacco di polenta pronta.

Badate, una buona polenta, prodotta artigianalmente in una gastronomia, ma pur sempre un piatto pronto. Il fatto è che con il piccolo che si inventa all'ultimo minuto che quello che ho preparato stasera non gli va (grrrr....) la polentina (ai ferri o fritta) è un rimedio veloce ed irresistibile.

Ma ieri proprio non avevo niente in frigo, se non pochi avanzi, e quel po' di sugo al pomodoro... ma pasta anche oggi ?!?!

Così mi è tornato a mente quella polentina pasticciata che, quando da piccolo andavo in montagna con mia mamma, era il nostro piccolo lusso il giorno di mercato.

Che delizia, calda, sugosa e filante. Davvero me la ricordo ancora. E così ho pensato a questa polentina pasticciata multistrato, giusto perchè non mi bastavano ne' il sugo ne' il formaggio per riempire tutti gli strati.

Polenta pasticciata

Veloce e deliziosa :)

Ingredienti
Per due persone
  • 500gr di polenta cotta da affettare
  • sugo al pomodoro e verdure
  • Asiago d'allevo o altro formaggio non stagionato filante
  • Sopressa Vicentina o altro salame o salsiccia
  • formaggio grana grattuggiato
  • rametti di rosmarino
  • olio evo
Preparazione

Affettare la polenta a fettine da 1/2 cm circa. Ungere d'olio una piccola terrina e fare un primo strato di polenta.
Rivestire la polenta di sugo al pomodoro e coprire con abbondante formaggio grana.
Fare un altro strato di polenta, che andrà ricoperto con fettine di Asiago, fette sbriciolate di sopressa e qualche ago di rosmarino tritato.
Ripetere con un altro strato al sugo e terminare con uno al formaggio, sopressa e grana.
Infornare per 20 minuti a 200°C, ed aspettare 10 minuti prima di tagliarla e servirla.

mercoledì 8 settembre 2010

Risotto al profumo di tartufo e .... capra

Risotto al profumo di tartufo e... capra

L'acqua di questi giorni, oltre ad aver lavato via i colori dell'estate, si è portata anche il mio buon'umore. Bhe... non per molto però :)

Insomma, mi è bastato pensare a tutto quello che porta l'autunno, con i suoi colori, i suoi profumi, i suoi frutti. E poi c'è la promessa di un inverno, con il suo freddo, il tepore della casa e della stufa, e poi... ricominciare con la primavera.
Ditemi come si può essere di cattivo umore pensando a tutto questo ?!

Anzi per prepararmi all'autunno che chiama l'estate, ho pensato ad un piattino che contenesse un po' dell'uno e dell'altra, un po del calore del sole ed un po' quello che mettiamo nelle case (e nei piatti) quando il sole si nasconde.

Le patate e poi il riso segnano proprio il passaggio da estate ad autunno, e poi sono compagne nelle calde minestre invernali della tradizione.
Il tartufo invece porta in sè tutto il profumo del bosco e della terra, umida e fredda, che per me dipingono perfettamente l'autunno.

I profumi ed il calore autunnale c'erano, ma... volevo qualcosa di più intenso, giusto per buttarmi alle spalle quella freschezza dei piatti estivi e prepararmi ai sapori caldi ed intensi dei mesi freddi.

Ed eccoli li, nascosti nel frigo: un pezzetto di formaggio tenero di capra e un goccio di pinot, elementi perfetti per una piccola fonduta che, messa a lato, discreta e non forzata, può essere combinata a piacere con il sapore del tartufo.

Insomma alla fine questo piatto ha superato anche le reticenze di chi diceva "a me niente capra, per carità"; forse a spuntarla è stato proprio quel rostì di formaggio, messo li bell'apposta per la sua irresistibile croccontezza.

Ingredienti
Per due persone
  • 160 gr di riso da risotti: ognuno scelga il suo, io il Vialone nano delle Abbadesse, proprio a km 0 per me
  • 1 piccolo scalogno
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco (io ho usato pinot nero vinificato in bianco)
  • 1,5 litri di brodo (io ho usato il dado vegetale fatto in casa)
  • tartufo tritato
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 patata media
  • 100 gr di formaggio tenero di capra
  • 2 cucchiai di vino bianco secco
  • 2 cucchiai di latte
  • 1-2 cucchiai di maizena
  • olio evo
Preparazione

Far rosolare dolcemente il riso con qualche cucchiaio d'olio per qualche minuto, mescolando. Aggiungere lo scalogno affettato sottilmente e continuare la cottura mescolando per qualche minuto ancora.
Aggiungere il vino e far sfumare. Aggiungere quindi anche il tartufo e continuare la cottura del riso coprendo con il brodo e mescolando di tanto in tanto, aggiungendo brodo quando il riso si asciuga.

Mentre il riso cuoce, tagliare la patata a piccoli cubetti. Far rosolare l'aglio ed il rosmarino in qualche cucchiaio d'olio. Quando questi saranno ben coloriti, toglierli e rosolare per bene le patate, senza cuocerle del tutto. Toglierle dal fuoco e metterle sulla carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.

Quando il riso è quasi cotto, mantecarlo mescolandolo con energia, aggiungere le patate e far riposare nella pentola coperta.

Mentre riposa tagliare 4 fettine di formaggio e metterle a cuocere in una padella con poco olio fino a quando formano una bella crosticina su ogni lato.

Preparare poi la fonduta con il restante formaggio tagliato a pezzettini, il latte ed il vino. Quando il formaggio sarà ben sciolto, addensare aggiungendo poco alla volta l'amido setacciato.

Impiattare tenendo separata la fonduta dal riso e decorare con il rostì ed un rametto di rosmarino.

Suggerimenti
Consiglio di iniziare con poco tartufo e dopo qualche minuto assaggiare: se non basta aggiungere altro tartufo, far insaporire ed assaggiare di nuovo. Un gusto eccessivo di tartufo è difficile da bilanciare.
Io non usato nella mantecatura nè il burro nè il formaggio grana. Il primo appensantisce inutilmente il piatto: ci sono già grassi nella fonduta, ed il sapore del tartufo.... non c'è bisogno di burro per dare altro sapore.
Quanto al grana, c'è già del formaggio nel piatto, l'aggiunta del grana distrarrebbe dalla combinazione riso/patata - tartufo/capra: meglio evitarlo.

domenica 29 agosto 2010

Fichi intrappolati e scappati

Fichi intrappolati

Stavo pensando che se intitolassi questo post "Panna cotta ai fichi caramellati", forse renderei subito l'idea di cosa stò presentando.
Però non spiegherei cosa stò mangiando e cosa stò preparando.

Ah i fichi.... ho mai detto che li adoro ? Bhe lo dico ora. E' un frutto fantastico, così dolce e saporito, bello perfino, con questa sua forma a goccia, sinuosa, ...
Il ricordo più bello sui fichi è da bambino, durante un pranzo con amici dei miei. Mi ricordo appollaiato su un ramo di un fico, un pezzo di pane per tasca, e via di pane e fichi, pane e fichi, ....

Mi piacciono poi in tutti i modi ed in tutti gli accostamenti, e penso sia chiaro già dal post precedente; devo però ammettere che anche mangiati in naturalezza (come dice il marito di Barbara) sono fantastici... a meno che....

A meno che non si voglia amplificarne quel sapore nettarino ad un livello tale da... da... sconvolgere le papille gustative.
Allora vale la pena di provarli nella versione proposta da Tania del blog Dulcis in Furno: i Caramellati alla cannella li ho provati l'anno scorso e... wow, fantastici; era un anno che aspettavo di averne per rifarli.

Insomma il protagonista di questo post non può essere la panna cotta, la ribalta spetta al fico.
Qui la panna tenta di intrappolare, di domare il gusto del fico... ma è forse impossibile trattenere incatenato l'incontenibile Houdini ? O catturare la guizzante Trilli di Peter Pan ?

Impossibile: al massimo, quello che la panna riesce a fare, è di smorzare l'impatto iniziale, smorzando con la sua grassezza la sensazione zuccherina, ma ottenedo il contrario di quanto sperato: il sapore e l'aroma del fico vengono esaltati e mantenuti a lungo.

E non ha sorte migliore il piccolo gendarme, la gelatina di zibibbo che per quanto armata di una stecca di vaniglia, non riesce a sovrastare il gusto impetuoso del fico.

Bhe insomma, se vi va di provare i Fichi caramellati di Tania, io vi proporrei di tenerne qualcuno e provare ad intrappolarli in questo o altro modo... se ci riuscite.

Fichi intrappolati

Dopo il primo strato di panna


Ingredienti
Dosi per 6 persone
  • 6 (o 12) fichi non troppo maturi
  • metà del loro peso in zucchero (meglio se di canna)
  • rhum q.b. (ma io lo sostituirei con del vino dolce liquoroso)
  • scorza d'arancia e scorza di limone a piacere
Per la panna cotta (teglia da 12x18, per uno spessore di circa 4/5 cm)
  • 600 ml di panna
  • 300 ml di latte
  • 150 gr di zucchero
  • 14 gr di gelatina
  • 1 stecca di vaniglia o 100 gr di cioccolato bianco (calare un po' lo zucchero in questo caso)
Preparazione
Consiglio di preparare i fichi almeno 2 giorni prima, in modo che possano macerare nel loro sugo; ecco perche ho raddoppiato, le dosi: bisogna pur assagiarli ogni tanto per sentire se sono pronti :)
La mattina pulire i fichi con un tovagliolo umido, tagliare il picciolo e metterli in piedi nel tegame di cottura (che li contenga tutti senza lasciare troppo spazio libero). Bagnarli col rhum o col vino e ricoprirli con lo zucchero.
Alla sera mettere sul fuoco dolce ed appena inizia a sobollire continuare la cottura scoperta a fuoco dolcissimo per circa 1 ora. I fichi dovranno scurirsi e lo scirippo assumere una consistenza densa. Lasciar raffreddare nella pentola e conservare in frigo fino al momento di utilizzarli.

Per la preparazione della panna cotta si deve procedere in due tempi, usando la prima volta 1/3 degli ingredienti, e poi il restante.

Mettere sul fuoco la prima panna cotta: la panna, il latte, lo zucchero ed i semini di vaniglia. Mentre la gelatina (1/3 della gelatina) si ammolla in acqua fredda, scaldare i liquidi fino quasi al bollore.
Spegnere il fuoco ed aggiungere la gelatina alla panna e mescolare bene fino a completo scioglimento.
Versare in una terrina di 12x18 cm rivestita con carta forno. Raffreddare e mettere in frigo fino a quando inizia ad addensare (circa 1 ora).

A questo punto, mentre mettete a sgocciolare i fichi su una griglia, procedete a preparare la restante panna cotta. Raffreddatela e versatela sulla prima e mettete quindi i fichi equidistanti, in piedi.
Mettete in frigo per almeno 3 ore.

Per servire accompagnare con un filo dello sciroppo di fichi. Io ho aggiunto una decorazione fatta con gelatina di zibibbo e poco zucchero, ed pezzetto di vaniglia.

venerdì 27 agosto 2010

Fichi, prosciutto e...

Crostini al caprino con prosiutto e fichi

Oggi mi è arrivata a casa una cassetta di fichi.... buonissimi, dolcissimi.... ma tanto maturi. Bisogna darci dentro subito, quindi vai di fichi.
Preparatevi ad una miniserie di post sui fichi.

Mara mi aveva parlato della sua pizza/focaccia con caprino e fichi, io ero rimasto estasiato a una ricetta della Cucina del Corriere con fichi, prosciutto e gorgonzola.... togli questo, metti quello, cambia 'st'altro...

Ecco nascere quasi da soli questi Fichi con cuore di capra, avvolti nel prosciutto, su crostino saporito.

Il crostino è un pane con tantissimi cereali, gustosissimo, ed il sapore viene dal caprino di capra; io nemmeno sapevo ci fossero i caprini di mucca... capite perchè quando vado a fare la spesa ci metto una vita ??? Mi perdo a vagare curioso e fare domande ai commessi :)
Comunque, siccome pensavo fosse un po' troppo gustoso, l'ho lavorato con dei semini di sesamo tostati, che aiutavano a distogliere il palato dal gusto "capresco" avvicinando il sapore del pane ai cereali.

Il risultato ????

Crostini al caprino con prosiutto e fichi

L'assaggiatrice di casa ha detto: "bhe magari uno...." e dopo un po' : "quello lo mangi ???"

Ingredienti
Per due persone
  • 4 fette di pane ai cereali
  • 4 fichi maturi
  • 4 fette di prosciutto San Daniele (scegliete il gambetto, più dolce, che non diventa troppo salato in cottura)
  • 1 caprino di pecora
  • 4 stelline o cubetti di formaggio di capra media stagionatura
  • 2 cucchiai di semi di sesamo
  • sale
  • foglie di rosmarino (facoltative)
Preparazione

Tostare a fiamma dolcissima i semini di sesamo, dovo averli spruzzati con acqua salata.
Intanto pulire i fichi con un panno carta umido, togliere il picciolo e fare col coltello un segno a croce fino a metà.
Mescolare i semi tostati al caprino (regolatevi a piacere sulla quantità), e spalmare il composto sul pane.
Mettere la stellina di formaggio all'interno del fico, ed avvolgere quest'ultimo con una fetta di prosciutto.
Depositare il tutto sul pane ed infornare a 180° per 15-20 minuti.

Qualche minuto prima di estrarre dal forno potete distribuire un po' di foglie di rosmarino tritate sui fichi: il suo aroma io trovo si combini benissimo al dolce del fico.

Gustare caldi, filanti.

giovedì 26 agosto 2010

FERMATI COMETAAAAA......


Grazie... grazie... grazie...

Quando all'incirca 3 mesi fa abbiamo lanciato questo meraviglioso contest, avevamo aperto con i ringraziamenti, e di conseguenza ci sembra doveroso concludere nello stesso modo.

La Cometa Pasticciona ha concluso il suo primo lungo viaggio, quello verso la raccolta delle ricette per bambini.

Mai ci saremmo aspettati una così grande partecipazione e un tale coinvolgimento da parte di tutti i blogger che attraverso le tante ricette inviate hanno lasciato che la Cometa entrasse nei loro blog per lasciare un messaggio importante: AIUTARE I BAMBINI!

Nel corso di questi 3 mesi, oltre a noi, promotori di questo progetto, e ai food blogger che si sono rimboccato le maniche per pasticciare con, e, per i bambini, si sono aggiunte molte altre persone che con grande entusiasmo ci stanno aiutando a realizzare questa piccola grande impresa.

La "mission" della raccolta di ricette si conclude qui; Natalia, nostra giudice suprema, è già al lavoro per la scelta dei 3 che si sono distinti maggiormente, anche se vorremmo, di cuore, premiare ogni partecipante. Nelle prossime settimane renderemo noti i nomi.

Per quanto riguarda, i sottoscritti, abbiamo già preso il volo per il prossimo viaggio che avrà come meta la pubblicazione del libro della Cometa Pasticciona e contemporaneamente l'organizzazione della favolosa festa natalizia che faremo alla nostra Cometina con l'aiuto di tanti bambini.

Avete fatto tanto, e il minimo che possiamo fare è di tenervi aggiornati sui frutti che questo bellissimo contest ci ha dato, ci sta dando e ci darà, ovviamente sui nostri blog e sul sito della Cometa.

Grazie ancora di cuore,

Mara e Alberto

martedì 24 agosto 2010

Tian provenzale



Anche oggi, per quanto mi riprometta di non comprare riviste, sono stato catturato dalla copertina de La Cucina del Corriere della Sera.

Sfogliando velocemente ho trovato una ricetta facile facile, con cui consumare un po' dei pomodori e delle melanzane che quest'anno l'orto sforna senza sosta.

Una ricetta, tra l'altro, davvero sfiziosa e con quel tanto di mediterraneo da diventare irresistibile: in estate non so resistere alle ricette fresche, solari, aromatiche del mare nostrum.

Si tratta del Tian, un piatto provenzale, tipicamente a base di verdure gratinate, che prende il nome dal recipiente di terracotta in cui viene cucinato.

Detto fatto: la preparazione è veloce, la cottura in forno, a causa della giornata calda, una mezza tortura, ma alla fine il piatto è davvero buono.



Ingredienti
Dosi per due persone
  • 1 melanzana media
  • 3 pomodori
  • 1 zucchina tonda e/o 1 peperone
  • la mollica di qualche fetta di pan carrè
  • pecorino o grana q.b.
  • 3 cucchiai olio evo
  • un mazzetto di timo, origano, basilico
Preparazione
Se preferite eliminare l'acqua di vegetazione delle melanzane, tagliatele a fette spesse, cospargetele con il sale, e mettetele, schiacciate da un peso, a sgocciolare su un piano inclinato per almeno 40 minuti. Al termine lavate le fette per eliminare il sale in eccesso.
Nel frattempo frullate la mollica del pan carrè e dividetela in due parti. Una aromatizzatela con un paio di cucchiai d'olio, il succo di un pomodoro, ed un trito di erbe aromatiche. L'altra metà mescolatela al pecorino o grana grattuggiato.
Tagliate a fette le altre verdure, eliminando dal peperone, se lo usate, i semi e le membrane bianche.
Su una terrina da forno, precedentemente unta con un cucchiaio d'olio, formare dei tortini sovrapponendo ad una feta di melanzana una di pomodoro, una di zucchina e/o una di peperone.
Ongi strato separatelo con una bella spolverizzata di pancarrè aromatizzato con pomodoro ed erbe, ed una di pancarrè e formaggio.
Al termine ricoprire con una generosa manciata dei due pancarrè.
Infornare quindi a 180° per 40 minuti circa. Servire caldo