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venerdì 10 giugno 2011

Vacanze alle porte...

E' molto tempo che non scrivo... ma in questo periodo non riuscivo a pensare ad un post ed ancora meno ad avvicinarmi al pc.

In realtà in questi mesi, diciamo dallo scorso autunno, ho cambiato molte cose nella mia vita: tempi e abitudini, innanzitutto, ma anche cucina ed alimentazione (davvero molto cambiate), e perfino priorità ed attenzioni.
E così in queste settimane, pur non avendo mai smesso di cucinare o di creare e sperimentare nuovi sapori e combinazioni, ero più concentrato su quello che preparavo e a chi era destinato, che sull'esigenza di preparare un buono scatto.

Ultimamente poi il blog mi è diventato... strittino: forse perchè negli ultimi mesi era diventato quasi necessario, per me, presentare sempre ricette innovative, accompagnate da foto al meglio delle possibilità, ... alla fine mi sono reso conto più scrivere di quello che cucinavo, parlando di me stesso e di ciò che amo, avevo finito a cucinare per scrivere.

Per dirvela tutta, questo è uno dei miei classici "rigetti estivi": mi prendono sempre quando il sole scaccia il grigiore e la chiusura invernale ed invita, in un modo ed un'intensità per me irresistibile, a guardarmi intorno ed uscire dal mio guscio; che sia... voglia di vacanza ???

Essendo ormai imminente la partenza, ho deciso per una chiusura estiva anticipata.
In queste vacanze, oltre a riposarmi e passare tanto tempo con i miei due amori, mi sono riproposto di ripensare al blog.
Ho tante idee in testa su come vorrei cambiarlo, come e cosa vorrei scrivere... vedremo.

Intanto vi saluto, ed augurandovi buone ferie, vi lascio questa ricettina deliziosa preparata stamattina: l'ho trovata un'equilibrata e divertente confusione tra la delicatezza delle zucchine, la morbidezza della ricotta, la freschezza della menta ed il piccante dei peperoni.

Ad aumentarne la confusione ha contribuito la scelta di usare 3 tipi di pasta di formato completamente diverso... davvero divertente, spiritoso, insomma adatto a questa estate :)

pasta mista alla crema di zucchine e menta con friggitelli piccantissimi

In questo periodo metto la menta in un sacco di piatti: mi piace, anzi l'adoro, e poi saranno le letture di questo periodo che richiamano il mediterraneo, le sue genti, le sue culture, la sua storia e la sua cucina, dove la menta entra molto spesso, o forse il fatto che il mio cucciolo ne ha comprato una piantina ed ogni tanto mi capita con un rametto mentre cucino per dirmi... "senti che profumo papà".



Pasta mista alla crema di zucchine e menta con friggitelli piccantissimi


pasta mista alla crema di zucchine e menta con friggitelli piccantissimi

Ingredienti per 2 persone
  • 160 gr di pasta mista di buon grano duro
  • 2 belle zucchine
  • 10-12 friggitelli
  • 100 gr di ricotta misto pecora
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 grosso spicchio d'aglio
  • 1 mazzetto di menta
  • 1 peperoncino piccante
  • olio e.v.o.
  • sale

Preparazione

Tagliate le zucchine, mondate delle punte, a rondelle e mettetele a cucinare in forno con l'aglio sminuzzato, 2 cucchiai d'olio e.v.o., metà prezzemolo affettato finemente e poco sale.
Intanto mettere a bollire l'acqua e sale per la pasta.
Pulite i friggitelli dei semi e dei filamenti interni e tagliateli a striscioline. Fateli saltare per qualche minuto con il peperoncino tagliato finemente, poco sale ed un cucchiaio d'olio; quindi aggiungete poca acqua calda e fate cuocere coperti a fuoco dolce, aggiungendo altra acqua, quando necessario.
Quando le zucchine saranno quasi cotte, iniziate la cottura della pasta, mettendo a cuocere prima le paste a cottura lunga e poi quelle a cottura breve.
Quando le zucchine saranno ben cotte e colorite, mettetele nel robot con la ricotta, le foglie di menta ed il restante prezzemolo tritati, qualche cucchiaio dell'acqua di cottura della pasta.
Frullate, aggiungendo se necessario acqua fino ad ottenere una crema non troppo densa.
Scolate la pasta, conditela con la salsa e fate cadere su tutto i friggitelli.

domenica 15 maggio 2011

Insalata di pomodori e fragole

Insalata fragole e pomodori

Non sono proprio del tutto matto, "ora c'ho le prove" !!!

Ad essere sincero, di essere un po' matto l'avevo pensato un paio di sere fa, quando, assaggiando il piatto che vi propongo, sono andato quasi in estasi...
Un po' come nel racconto che Pietro Leemann fa del suo primo assaggio del sorbetto alle rose nel suo bel libro "Diario di un cuoco" (mi spiace averlo reso alla biblioteca il giorno prima o vi riporterei la divertente citazione), di cui devo tornare a parlarvi.

E la prova che non sono proprio del tutto matto me l'ha data Giovanna, un'amica di mia moglie alla quale proprio il mio tesoro ha ceduto il testimone dell'assaggio.

Avendo preparato questa delizia solo per me, ne avevo avanzato un piattino per mia moglie, così da farla assaggiare il giorno dopo.
Lei invece ha preferito declinare l'assaggio e proporlo alla sua amica di passaggio a casa nostra. Mi verrebbe da dire peggio per lei, perchè tra un boccone e l'altro, un'osservazione ed un consiglio, tanti propositi di rifarla quanto prima a casa, Giovanna si è pappata tutto il piatto lasciando al mio tesoro... un piatto vuoto e triste  ;)

Scherzi a parte, la combinazione è davvero piaciuta. L'idea è nata da due prodotti fantastici, che ho trovato in una botteguccia di frutta e verdura, quei verdurari vecchio stile, che badano poco alla forma e più alla sostanza.
A confronto di tante boutique della verdura questo negozietto fa davvero compassione, ma nasconde delizie ed un gran cuore: era da un sacco che un negoziante non mi proponeva di assaggiare qualcosa, magari due diverse varietà di fragole, per farmi sentire la differenza e farmi scegliere meglio.


Insalata fragole e pomodori


Alla fine me ne sono uscito con delle fragole locali e dei pomodori piccolini, una versione mignon del costoluto occhio di bue, che lui mi raccomandava: "devi assaggiarli da crudi, prova e poi mi dici".

Io però non riesco proprio ad affrontare i pomodori crudi, non ce la faccio: se li trovo nell'insalata mi devo sforzare per mangiarli e non lasciarli nel piatto.
Ma questi.... sono davvero una delizia: dolci, compatti e sodi, poco sugosi, con una fresca nota data da una leggerissima punta di acidità... un piccolo concentrato di naturalezza e di primavera.

A questo punto l'affinità con le fragole, altrettanto dolci, appena agri, è venuta da se, come il resto del piatto.

Ecco allora lo scontro, il confronto: i pomodori si sono fatti accompagnare da due testimoni classici: l'olio d'oliva, una versione leggera e delicata, ed il basilico.
Le fragole, invece, erano affiancate da menta e limone, in buccia e poco succo.

Alla fine più che di uno scontro si è trattato di un connubio fantastico, dove la combinazione agrodolce di fragole e pomodori legati dal velo d'olio è stata piacevolmente aromatizzata dalla freschezza vegetale del basilico e del limone prima e dal ricordo finale della menta.

A metter pace in questo confronto tra delizie mediterranee, il bulgur (grano germogliato seccato e spezzato) che ha fatto da corona a quella che per me, d'ora in avanti, sarà la regina delle insalate primaverili, che così presentato ricorda il Tabulè libanese.
Se vi piace questa granaglia, l'insalata può diventare un piatto completo aumentando la dose del bulgur ad 80 gr a testa.

Vi consiglio di provarla e se vi piace di non moderarvi :)
Le proprietà del pomodoro crudo e maturo sono universalmente riconosciute, in particolare quelle antiossidanti grazie alla presenza di vitamina C, carotenidi, flavonoidi ed il licopene, efficace protettore contro diversi tumori (polmoni, fegato e prostata).
Oltre ai molti benefici effetti (antibiotico naturale, rinfrescante, diuretico, antifettivo, favorisce l'evacuazione di feci, antiurico, remineralizzante) contiene tomatina, una sostanza che consente di contrastare il colesterolo introdotto con gli altri alimenti.

Molto simile è la fragola, a sua volta ricca di vitamina C (circa il doppio delle arance), ed ha effetti diuretici, antiurici, lassativi, battericide, remineralizzanti e depurative.
Non preoccupatevi che la sua dolcezza faccia ingrassare: pensate che per raggiungere le 80 calorie di un cucchiaio d'olio d'oliva dovete mangiarvi circa 300 gr di fragole !!



Non vi allego dosi e preparazioni che lascio al vostro gusto, solo per il bulgur vi consiglio (avendo provato altri tipi di cottura) di prepararlo così: fate bollire acqua salata pari ad 1,5 volte il suo peso; appena bolle spegnete ed aggiungete il bulgur, mescolate bene e coprite.
Lasciate riposare 20-30 minuti in modo che gonfi, quindi mescolate e condite a piacere o secondo la ricetta.

giovedì 28 aprile 2011

Calamari al vino e spaghetti piccanti alla paprica

calamari al vino e spaghetti piccanti alla paprica


Quando la settimana scorsa ho visto dei bellissimi e freschissimi calamari nel banchetto al mercato, ogni tentativo di resistere è stato inutile. Avrei voluto fotografarli, ma ricordando la (sciocca) diaspora avviata da un anonimo visitatore sul blog di Alex (l'ex Cuoche dell'Altro Mondo) per una bellissima foto scattata ad un polipo pescato mi sono trattenuto.

calamari mostruosiTornando ai calamari, sospettavo li avrei mangiati solo io, quindi ne ho preso solo tre, e da subito cominciato a pensare e ripensare a come prepararli, o forse a come presentarli.
Confesso che ultimamente mi diverto troppo ad immaginare a come presentare un piatto, arrivando anche a disegnarlo in testa o,  senza nessuna pretesa giottesca, sulla carta.

Mi sono così immaginato questi lunghi, lunghissimi tentacoli che questa creatura, emersa dagli abissi, lanciava verso inermi barchette o spiaggianti.

Ma volevo tentacoli davvero lunghi, quindi ho pensato di sostituire quelli propri del calamaro con degli spaghetti, che volevo rossi come il calamaro.

Da qui l'abbinata della paprica che mi sembrava si sposasse bene con il sapore dolce ma intenso del calamaro, che non ho voluto assolutamente alterare (vista la freschezza del pesce) e quindi  ho cotto in assoluta semplicità nel vino bianco.
calamari al vino e spaghetti piccanti alla paprica


Mi spiace solo aver preparato questo piatto dopo aver studiato quello del Risotto viola, perchè mi sarebbe piaciuto vedere l'effetto del rosso sul colore quasi marino offerto dal fondo del risotto, ed anche come si sarebbe sposato il risotto con il pesce.
A dire il vero, forse avrebbero stonato un pochino gli amidi della pasta e del riso assieme...
Ho provato con un fotomontaggio, ma non rende l'idea; pazienza, sarà per la prossima volta.



Ingredienti
Per 2 persone
  • 4 calamari non troppo grandi
  • 1-2 bicchieri di vino bianco
  • 100 gr di spaghetti o vermicellini
  • 1 cucchiaio di paprica dolce
  • 1 peperoncino
  • 1 spicchio d'aglio
  • prezzemolo (coriandolo ?!?!)
  • olio evo
  • buccia di limone, cedro o di arancia (facoltativa)
  • sale
Preparazione

Mentre l'acqua per la pasta bolle, iniziate la cottura dei calamari. Una volta puliti, eviscerati, privati della cartilagine centrale e del becco, mettete il solo corpo, senza testa e tentacoli, ad insaporirsi in una casseruola poco olio evo a fuoco dolce.
Quando iniziano a colorire, iniziate aggiungendo il vino e coprendo. Aggiungete circa 1/3 di bicchiere alla volta, e mano a mano che evapora aggiungetene dell'altro.
La cottura dovrebbe richiedere 25-30 minuti, e saprete di averla ultimata quando i calamari risulteranno teneri.

Intanto lessate gli spaghetti o vermicelli tenendoli al dente. In una padella versate un filo d'olio, l'aglio affettato ed il peperoncino sminuzzato (su questi ingredienti regolatevi a piacere).

Se lo gradite potete aggiungere anche i tentacoli e le teste finemente sminuzzati e farli colorire per qualche minuto.

Aggiungete gli spaghetti e saltateli in modo che si insaporiscano bene. Aggiungete quindi 1/2 bicchiere di acqua calda e la paprica, facendo saltare tutto fino a completo assorbimento.

Passate a comporre il piatto prendendo gli spaghetti a ciuffi, non dall'estremità ma dalla metà circa della pasta, ed infilandoli nelle sacche dei calamari.
tagliando leggermente l'imboccatura della sacca dei calamari.
Se imboccature delle sacche fossero troppo piccole per le vostre dita (come nel mio caso) potete leggermente allargarle praticando una piccola incisione sull'apertura.

Impiattate bagnando i calamari con un po' di vino bianco che avrete versato nella casseruola dove sono stati cotti, perchè prenda colore e gusto, e cospargendoli con poche bucce di limone o cedro o arancia grattuggiate.
Sugli spaghetti, invece, distribuite poche erbe aromatiche fresche (facoltative).

Il gioco nell'impiattare consiste nel disporre i calamari in modo che gli spaghetti sembrino dei lunghi tentacoli; potreste anche fare in modo che si avvinghino su qualcosa di poco chiaro, come in guscio rovesciato di una barca (patata,...) o uno scoglio (foglia di cavolo cappuccio rosso, ...), un altro pesce o quanto possa suggerirvi la fantasia.

lunedì 25 aprile 2011

Risotto viola al cavolo rosso

risotto viola al cavolo rosso

Non so voi, ma una delle cose capaci di rovinarmi il risveglio, è scendere in cucina e trovare tutti i piatti ancora da lavare. Mi mette proprio di cattivo umore.
Eccezion fatta per ieri mattina, quando, dopo il primo attimo di sconforto, sono stato attratto da una cosa insolita.

L'occhio mi è infatti caduto su una terrina (bianca) dove era stato condito del cavolo cappuccio rosso: la cosa strana è che era diventata blu !!!

Da quel momento la mattinata è trascorsa a come pensare di sfruttare questa insolita colorazione in qualche piatto.

Alla fine ho deciso per un risotto; gli esperimenti sono stati diversi, tutti partendo da un brodo di solo cavolo. Dovete sapere che il cavolo rosso colora di magenza/viola il brodo che, raffreddandosi, diventa blu/viola scuro.
Riscandandolo però torna viola/magenta e se si aggiunge del vino tende più al magenta per diventare rosa acceso se si acidifica con del limone.


risotto viola al cavolo rosso


Ho perso quindi un pochino per arrivare al risultato finale che mi ha soddisfatto ma non troppo: io lo volevo proprio blu (ed il perchè lo scoprirete nel prossimo post ;).

Ho quindi optato per una spintarella con del nero di seppia, ottenendo, quando il risotto è intiepidito, un profondo blu/viola.
Non preoccupatevi del miscuglio di sapori, in realtà il brodo non sapeva affatto di cavolo. Anzi, questo potrebbe davvero diventare un risotto di pesce, e se lo avessi immaginato prima delle cozze le avrei di sicuro trovate.


Insomma un risotto davvero insolito, ma divertente. Per consumare anche il cavolo usato nel brodo, che una volta lessato davvero sapeva di niente, ho usato l'unica spezia che, mi sembrava, riuscisse ad esaltare quel suo niente, il coriandolo macinato.

La prossima volta, però, lo uso per il pesce, al posto del solito nero di seppia. Devo però sbrigarmi, perchè mi pare che questo tipo di cavolo cappuccio sia ormai già fuori stagione.

Con questa ricetta partecipo al contest proposto da Stefania del blog Profumi&Sapori.
Il mio nuovo coloratissimo contest

Ingredienti
Per due persone
  • 1/2 cavolo rosso di piccole dimensioni
  • dado vegetale
  • 140-160 gr di riso
  • 1/3 cipolla rossa di medie dimensioni
  • 1/2 bicchiere di vino bianco (facoltativo)
  • nero di seppia (facoltativo)
  • alcuni semi di coriandolo
  • sale
  • olio evo

Preparazione

Preparare per tempo, anche 12 ore prima, il brodo. Mettete a cuocere in acqua e poco dado vegetale il cavolo rosso affettato grossonalanamente.
Quando raggiunge il bollore abbassate la fiamma e continuate a far sobollire fino a quando il cavolo non sarà tenero ma ancora consistente.

Filtrate il brodo e tenete da parte il cavolo lessato.

Al momento della preparazione, preparate un normalissimo risotto, facendo tostare il riso assieme alla cipolla tagliata finemente in poco olio evo.
Sfumate quindi, facoltativamente, con il vino bianco. Quando questo sarà evaporato aggiungete poco alla volta il brodo di cavolo.

Intanto cuocete a parte il cavolo, facendolo prima saltare in 1/2 cucchiaio d'olio d'oliva profumato con i semi di coriandolo pestati (bastano 5-6 semi).
Quindi continuate la cottura stufando con poco brodo e coprendo.
Quando saranno cotti lasciateli intiepidire scoperti.

Quando il riso sarà cotto al dente, ed il suo amido mescolandosi al brodo avrà formato la classica cremina; assaggiate ed aggiustate di sale quindi spegnete, coprite e fate completare la cottura e l'assorbimento del brodo per 5 minuti.

Se volete un riso più scuro potete aggiungere, prima del riposo, una puntina di nero di seppia.

Dopo il riposo mantecate mescolando velocemente il riso con poco olio ed un goccio d'acqua calda (o di brodo).

Impiattate accompagnando con il cavolo stufato.

martedì 12 aprile 2011

Polpi o Moscardini ?!?!

Polpo alla griglia

In questi giorni ho letto con divertimento "Le Relazioni Culinarie", opera di Andread Staikos.
Un libriccino di veloce lettura che mi ha conquistato più per le belle ricette greche contenute che non per la trama.

Tra tutte, quella che mi ha colpito subito è stata quella del polpo ai ferri.
Coincidenza ha voluto che poi al mercato trovo proprio dei bei polpi, anzi dei grossi moscardini, freschi freschi... provare diventa un'obbligo. Non conoscevo la differenza quindi ho scoperto che i moscardini, in genere più piccoli dei polpi, si riconoscono perchè hanno una sola fila di ventose per tentacolo, mente i polpi ne hanno due.

A questo punto anche la precedente ricetta del Risotto al nero di seppia con polpo e sedano rapa, in realtà usava moscardini e non polpi.

Eccomi allora a sperimentare subito la versione proposta, con cottura diretta sulla piastra. Poco convinto, mescolo un'altra ricetta proposta nel raccondo, quella del polpo al vino, con la ricottura sulla griglia.

In questo caso il risultato è davvero quello che speravo, anzi anche oltre le mie aspettative: carni tenere ed estremamente gustose, che fanno presagire il mare senza esagerazione.

Insomma un piatto alla fine squisito e goduto fino in fondo. Anzi anche oltre il fondo: eh si perchè non tutto del polpo, scusate, moscardino poteva essere facilmente cotto alla piastra, e quindi i pezzettini, lasciati marinare tutta la notte, sono serviti per comporre una delicata e freschissima insalata di mare per il pranzo del giorno dopo.


insalata di polpo

Ed essendo abituato a non buttare niente (o quasi), anche la marinatura è servita: aggiunta al classico sugo al pomodoro l'ha arricchito di un gusto tutto mediterraneo, affiancandosi a quello del pomodoro, dei cipollotti di tropea (dolci dolci), dell'aglio, del peperoncino e di tanto origano.

Davvero divertente partire da una ricettina letta così, quasi a margine di un testo o di un racconto, e costruire così tante occasioni per assaporare il mare: è proprio quello che mi piace trovare nei libri che leggo, storie in cui si insinua il piacere del cibo, della sua preparazione e del piacere di gustarlo, come la bella Nanà mai appagata dagli esercizi culinari dei due contendenti.

In questo senso, Le Relazioni Culinarie è risultato alla fine un libro da 4 stelle  :)

Polpo ai ferri

Ingredienti
Per due persone
  • 2 polpi o moscardini di media grandezze
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 bel ciuffo di erbe aromatiche (prezzemolo, aneto, finocchietto, ...)
  • 2 cucchiai d'olio evo
  • 2-3 bicchieri di vino bianco
Preparazione

Eviscerate e lavate il polpo. Staccatene i tentacoli dal corpo e tagliate la sacca in 4 parti.

Fate dolcemente scaldare il polpo nell'olio fino a quando inizia a colorare.
Aggiungete il trito di aglio ed erbe e continuate dolcissimamente fino a quando il polipo inizia a rilasciare la sua acqua.

Aggiungete quindi il vino fino a coprire le carni, riportate al bollore ed abbassate di nuovo al minimo. Coprite e fate stufare dolcissimamente per 30 minuti. Sarà pronto se usando uno stecchino sentirete le carni tenere.

Fatelo raffreddare nel suo liquido di cottura.

Scaldate bene una piastra o meglio ancora delle braci, quindi a temperatura media fate grigliare i tentacoli del polpo bagnandolo spesso con il sugo di cottura.

Servite caldi, accompagnando magari con una insalatina fredda preparata con il restante polpo e verdure di stagione (cipolle, peperoni, ...) oppure con dello tzatziki.

Questo piatto non va salato, perchè utilizza i sali presenti nell'acqua rilasciata dal polipo stesso.


Insalata di polpo

Ingredienti
Per due persone
  • 1 polpo/moscardino cotto nel vino (vedi ricetta precedente)
  • 1/2 peperone giallo
  • qualche pomodoro ciliegino
  • 1 patata lessa
  • 2 cipollotti di tropea
  • olive
  • origano
  • fette di pane tostato sulla griglia 
  • 1 limone bio
Preparazione

Lavate e mondare delle coste interne bianche e dei semi il peperone. Affettatelo molto finemente.

Lavate e tagliate in quarti anche i pomodorini. Affettate finemente i cipollotti e tagliate a cubetti la patata.

Riunite tutto nel piatto, condite con parte della marinata del polipo, usando il limone per bagnare con poco succo e profumare con una bella grattuggiata della sua buccia.

Intanto mettete sul piatto i crostoni di pane che bagnerete con la marinatura del polipo e sul quale distribuirete poi l'insalata

Pasta al pomodoro con... sentore di mare

Ingredienti
Per due persone
  • La marinatura del polpo (vedi ricetta precedente)
  • 250 gr di passata di pomodoro fresco
  • 2 cipollotti di tropea 
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 peperoncino
  • 1-2 cucchiai di origano
  • olio evo
  • sale
  • 120 gr di vermicelli o maccheroni
Preparazione

In una padella far dolcissimamente ammorbidire i cipollotti tritati e l'aglio schiacciato.

Aggiungere quindi la marinatura, il peperoncino e l'origano, facendo insaporire per qualche minuto.

Aggiugere la passata, portare al bollore e quindi abbassare la fiamma, coprire
parzialmente e far asciugare dolcemente. Verso la fine aggiustare di sale.

Intanto cuocete al dente la pasta, e quando pronta condire con abbondante sugo.

mercoledì 6 aprile 2011

Salvato dal finocchietto

spaghetti piccanti al finocchietto selvatico con crema di pecorino dolce



Che settimana, la scorsa... ho avuto l'umore sotto le scarpe. Non è una cosa che mi capita spesso: mi  arrabbiarmi spesso, ma mi passa subito; mi succedono, come a tutti, cose che mi turbano, ma mi basta  un sospiro e chiudere un attimo gli occhi e tutto passa.

Ma alla fine qualcosa, in fondo in fondo, si accumula anche se non sembra. E quando la misura è colma, l'unica cosa che posso fare è lasciare che per un paio di giorni mi prenda questo scoramento, questa specie di malinconia. Anzi, di solito l'alimento in modo che, come un fuoco di paglia, bruci più in fretta.
Mi spiace non saper spiegare a mia moglie perchè sono così, ma in realtà non è per un qualcosa in particolare, è così e basta.

Questa volta, però, mi sono reso conto che, in queste condizioni, non riesco proprio a cucinare.
Questo ha fatto la gioia del mio pizzaiolo, che ha potuto rivedermi spesso, ma mi è dispiaciuto per Angelo, un collega, al quale non ho potuto preparare la colazione da offrire in ufficio per il suo compleanno; davvero mi spiace ma non riuscivo ad avvicinarmi ai fornelli.

Dopo un paio di giorni, com'era venuto, il malumore se n'è anche andato ovviamente. Quando stà per passare, basta una scusa qualunque per farmi sorridere.

Questa volta la spinta iniziale me l'ha data una cassettina di finocchietto selvatico trovata in un nuovo fruttivendolo: questo fantastico aroma è praticamente introvabile qui da noi, nel profondo veneto, e vedermelo davanti mi ha messo subito allegria.

Acquistato immediatamente un bel mazzetto, appena tornato a casa mi sono lanciato sui fornelli, felice come una pasqua, con sommo sollievo per mia moglie.


spaghetti piccanti al finocchietto selvatico con crema di pecorino dolce


Quella che vi propongo è una semplicissima pasta, preparata in purezza per godere di tutto l'aroma del finocchietto.
Quindi una pasta semplicemente saltata con un trito di finocchietto, peperoncino e poca cipolla dolce.
La crema di accompagnamento, invece, è proprio preparata come una crema pasticcera, fatta però in versione salata, di nuovo con l'aroma del finocchietto trasmesso al latte durante la bollitura.

Davvero saporita... adesso con il finocchietto rimasto vorrei fare una cosa un pochino fuori dal consueto... vediamo se riesco a cucinare un po' stasera  ;)

Spaghetti piccanti al finocchietto con crema aromatica al pecorino

Ingredienti
Per due persone

  • 160 gr di vermicelli
  • 3 costine di finocchietto
  • 1/4 cipolla di tropea dolce
  • 1 punta d'aglio
  • 1 peperoncino
  • 1 tuorlo
  • 2 cucchiai di maizena
  • 125 gr di latte
  • 2 cucchiai di pecorino dolce grattuggiato
  • pepe
  • olio evo
Preparazione

Mettete a bollire l'acqua per la pasta.

Intanto fate dolcemente sobbollire qualche minuto il latte con le gambe del finocchietto tagliate in piccoli pezzi. Quindi mettetelo da parte ad intiepidire.

I ciuffi invece tritateli finemente con l'aglio e con il peperoncino. 
Tritate anche la cipolla e fatela delicatamente caramellare in una padella con 1 cucchiaio d'olio. Aggiungete quindi 1/2 bicchiere d'acqua ed il trito di finocchietto, peperoncino ed aglio e fate andare dolcemente a padella coperta.

Buttate la pasta e passate a preparare la crema: lavorate il tuorlo con un pizzico di sale e la maizena fino a schiarirlo. Aggiungete quindi a filo il latte tiepido filtrando i gambi del finocchietto.
Mettete la crema sul fuoco e riportate dolcemente al bollore mescolando fino a quando si addenserà. Se fosse troppo liquida, setacciate poca maizena direttamente nel tegamino.
Tolta dal fuoco aggiungete il pecorino e lasciate riposare fino al momento di servire.

Scolata la pasta fatela velocemente saltare nel trito aromatico, aggiungendo poca acqua calda se necessario. Impiattate versando sulla pasta un po' di crema e spolverizzando con il pepe appena macinato.

lunedì 21 marzo 2011

Bulgur al pesto di rucola e pistacchi su insalata di spinacini

Bulgur al pesto di rucola e pistacchi su insalata di spinacini


Avevo accennato nel post di qualche giorno fa a questa ricetta, ideata su richiesta delle amiche di Artigianalmente, pensando alla primavera ed ad un piatto che potesse rappresentarla.

Non l'ho presentata subito, in attesa della pubblicazione, ma quale giorno migliore per farlo di questo bellissimo, assolato e verdissimo primo giorno di primavera ???

Devo dire che le ragazze di Artigianalmente hanno fatto un lavoro bellissimo, e quindi vi consiglio, se ne avete voglia e tempo, di dare un'occhiata a questo secondo numero, che tra l'altro arricchisce lo spazio dedicato alla cucina con uno speciale sul cioccolato.



Per quanto mi riguarda, io sono orgogliosissimo di vedere la mia ricetta accanto a quella di amiche di cui ammiro tantissimo i blog e le preparazioni: Tania di Dulcis in Furno, Ornella de Il giardino dei sapori e dei colori, Natalia di Tempo di cottura, Imma di Dolci a go go!!!.

Come ho scritto nell'articolo, sarebbe stato divertente utilizzare germogli selvatici, ma ho scelto di usare alimenti che si possano trovare anche dal fruttivendolo, e per una preparazione veloce.

Non aggiungo altro a quanto ho già detto nell'articolo, se non che il bulgur è stata una scoperta davvero piacevole: da quando ho preparato questa ricetta, lo uso spesso in alternativa alla pasta e lo trovo davvero delizioso. Sono certo che quest'estate lo userò spessissimo.

Una nota sulle qualità di rucola e spinaci: entrambi, specie se mabgiati crudi, sono ricchi di vitamina C, e gli spinaci contengono anche carotenoidi, acido folico, clorofilla e luteina; insieme sono quindi un'ottima combinazione per un'efficace azione antiossidante.

Bulgur al pesto di rucola e pistacchi su insalata di spinacini


Ingredienti
Per due persone

  • 160 gr di bulgur (grano spezzato cotto)
  • sale
  • 1 mazzetto di rucola
  • olio extra vergine d'oliva (e.v.o.)
  • 2 mazzetti di spinaci novelli
  • 1 barbabietola rossa
  • 1 limone biologico
  • 1 carota
  • 1-2 cucchiai di crema di pistacchio (facoltativa)

Preparazione

Cuocere al vapore o al microonde la barbabietola rossa tagliata a fette spesse 1/2 cm circa
link foto: http://farm6.static.flickr.com/5172/5513711945_7d10b36e20_o_d.jpg
Nel frattempo lavare e frullare la rucola con un pizzico di sale ed una grattuggiata di scorza di limone, allungando con poco olio alla volta fino ad ottenere una crema densa.
Se preferite qualcosa di più consistente potete, come ho fatto io, lavorare tutto con il coltello.
Passate alla preparazione del bulgur: mettete a bollire 320 gr di acqua con poco sale (il doppio in peso del bulgur). Quando bolle tuffate il bulgur, mescolate, abbassate al minimo ed incoperchiate.
Continuate la cottura coperta, mescolando di tanto in tanto, per 15 minuti o fino a quando l'acqua non fosse del tutto assorbita.
A questo punto fate riposare per 10 minuti a pentola coperta per far gonfiare bene il grano. Trascorso questo tempo fate intiepidire prima di condire.
Mentre il bulgur riposa, lavate e disponete gli spinaci novelli sul fondo dei piatti.
Lavate a tagliate a fettine molto sottili anche mezza carota, che userete per la decorazione.
Tenete da parte due fettine di barbabietola per la decorazione e tagliate a piccoli cubetti il resto.
Completare la preparazione del bulgur condendolo con il pesto alla rucola, qualche goccia di limone ed un po' di limone grattuggiato e se lo gradite un altro mezzo cucchiaio d'olio.

Se lo gradite, potete provare a mitigare il gusto della rucola, che comunque essendo giovane non dovrebbe essere amaro, con della crema di pistacchio.
Potete aggiungere anche la barbabietola tagliata a cubettini, o servirla a parte.

Impiattate deponendo il bulgur sugli spinaci novelli decorando con la fetta di barbabietola e le fettine di carota.

domenica 6 marzo 2011

Pasta di recupero: maiale, zenzero, pepe rosa ed albicocche

Pasta di recupero: maiale, zenzero, pepe rosa ed albicocche


Chi l'ha detto che con la carne avanzata si possano fare solo delle polpette ? Dopo la bella cena e la bellissima serata passata con con l'amica Carmen, arrivataa direttamente dall'America, oggi nel frigo campeggiava allegramente un piccolo gruppetto di braciole, fra il verde dei radicchi e delle erbette, all'ombra dello yogurt...

Ma non mi andava di mangiare carne, di nuovo. Avevo invece voglia di pasta.

Da una scampagnata nel frigo ho trovato anche un pezzetto di zenzero fresco.
Adoro questa spezia, così... frizzante, con quel suo particolare gusto intenso e piccante.

L'ho già usata con della carne d'agnello è l'ho trovata fantastica, quindi forse anche col maiale poteva ben combinarsi... ed infatti assaggiando un pezzetto di uno e dell'altro sembravano suonare bene (come mi sento Ratatuille quando faccio questi esperimenti).

Il pepe ha contribuito a sottolineare il tono piccante dello zenzero, ed a dare un tocco di colore. I pezzetti di albicocca, invece, con la loro dolcezza hanno saputo contenere durante la cottura il forte aroma dello zenzero che rischiava di dominare completamente il piatto.

Nella foto vedete le albicocche, aggiunte solo per mostrare che erano state usate, ma non le ho usate per servire: assorbono davvero il sapore dello zenzero e risultano... strane.

Meglio toglierle, come si farebbe con dell'aglio dopo la cottura.

Pasta di recupero: maiale, zenzero, pepe rosa ed albicocche


Non ho usato altri aromi, né erbe odorose, né cipolla o aglio; solo una sfumatura con del buon vino bianco, tanto per far esprimere alla carne il meglio di se.

Semplice ma davvero sfiziosa, se la riprovo aggiungerò una grattuggiatina di limone.... forse  ;)

Una piccola parentesi: avevo promesso qualche foto della nuova cucina. Le posto piccoline, sia perchè non è ancora completa, mancano alcuni particolari, il tavolo ed alcune modifiche alle luci... sia perchè... non so come dirlo... a me sembra perfino troppo bella per essere mia, davvero troppo.
Però confesso che è un piacere cucinare con tanto spazio: mi sembra davvero di stare in Ferrari, rispetto a prima; eppoi con quei 5 fuochi da 90 cm... wow  :)

cucinacucina

Buona domenica a tutti

Ingredienti
Dosi per 2 persone
  • 160 gr di pasta corta, meglio se integrale, io ho usato quella di farro
  • 1 braciolina o fettina di maiale cotta alla griglia
  • 1 pezzetto di zenzero (3 cm circa)
  • 2-3 albicocche disidratate
  • 1/2 cucchiaino di pepe rosa
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • olio evo
  • sale
Preparazione
Mettete bollire l'acqua salata per la pasta.

Intanto affettate finemente la fettina di maiale e lo zenzero, dopo averlo spellato. Tagliate a metà anche le albicocche.

Mettete a cuocere la pasta ed intanto saltate, a fiamma vivace, la carne con 1/2 cucchiaio d'olio evo e 2-3 d'acqua di cottura della pasta.

Quando l'acqua sarà assorbita, aggiungete il vino e sfumate. Aggiungete quindi lo zenzero e le albicocche.
Aggiungete un mezzo mestolo d'acqua di cottura della pasta e continuate a saltare facendo insaporire la pasta.

Quando anche quest'acqua sarà assorbita, aggiungete il pepe rosa ed altro mezzo mestolo. Continuate a saltare fino a quando anche quest'acqua sarà assorbita e la carne bella tenera.

Scolate la pasta tenendo da parte un mestolo d'acqua di cottura. Aggiungete pasta ed acqua al condimento e saltate per qualche minuto a fiamma vivace.

venerdì 25 febbraio 2011

Riapre la Cucina con Pasta e faglioli... rovesciata

Son tornato, finalmente, e con me la nuova cucina. Non ne potevamo più di vivere "accampati" nei pochi metri quadrati della sala da pranzo, circondati da scatoloni.

A dire il vero non è ancora tutto a posto: mancano ancora alcuni pezzi, consegnati errati, devo dipingere ancora qualche parte, finire di sistemare piccole cose nell'impianto elettrico.... però.... devo dire che è ... bellissima.

Sarà che è la mia prima cucina, intendo acquistata e non ereditata, ma la trovo proprio bella: un sacco di spazi dove mettere tante cosine, un fornello enorme, un bel forno, e poi... bella.

Devo ammettere che se ci non fosse stata un'occasione incredibile, se non ci fosse stata mia sorella a fornirci a prezzo di produzione le pietre per i rivestimenti, se non ci fossimo arrangiati a fare tutti i lavori... probabilmente non l'avremmo mai cambiata.

Per ora vi posto qualche anteprima, qualche dettaglio, in attesa che sia completata...

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Ed ovviamente non potevo non lanciarmi subito sui fornelli, stanco com'ero di cucinare al microonde. Volevo postare, anche per ringraziarvi per il sostegno ed i consigli, e l'ho fatto anche se le foto, nella fretta e nella confusione, non sono venute un granché.

Veniamo al piatto: l'idea me la stavo costruendo da stamattina, quando al mercato ho trovato dei bellissimi fagioli di Lamon, già bagnati e pronti alla cottura.

Stasera pasta e fagioli quindi ma... eh si, c'è un ma: questa volta non è la pasta a finire nel minestrone di fagioli ma, al contrario, è la pasta a contenere il minestrone.

Pasta e fagioli rovesciata

E visto che proprio pochi giorni fa ho acquistato dei coppapasta, perchè non sfruttarli per dare la forma a questa mega pacchero in grado di contenere questa densa delizia.

Pasta e fagioli rovesciata
La ricetta davvero non è nulla di particolare, e nel complesso, grazie alla pentola a pressione, davvero veloce (35-40 minuti circa).


E poi un bel piatto ricco delle proteine del fagiolo che consentono di evitare carne o latticini per una sera.
Inoltre il fagiolo è anche ricco anche di fosforo, ferro, potassio, calcio e vitamina B quindi nel complesso una notevole fonte di energia ed un rigenerante cellulare.
Energia pulita comunque, visto che le sue fibre aiutano nell'assorbimento dei grassi, riducendo il livello di colesterolo nel sangue.

La pasta la sera non è l'ideale, ma è poca e può sostituire il pane quindi va benissimo e poi... devo prendere qualche chilo o dovrò cambiare il titolo del blog in La Cucina di Albertino... ma questa ve la racconto un'altra volta  ;)

Ingredienti
Per 3 persone
  • 300 gr di fagioli secchi già bagnati (almeno 12 ore)
  • 300 gr di patate
  • 1 carota
  • 1/2 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 1 spicchio d'aglio
  •  1 rametto di rosmarino, foglie di salvia, 1 ciuffo di timo, 1 foglia d'alloro
  • olio evo
  • sale
  • poco peperoncino
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro (facoltativo)
  • sfilacci di carne secca o speck (facoltativo)
  • 50 gr di farina 00
  • 50 gr di farina integrale
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
Preparazione

Mettete a cuocere i fagioli in pentola a pressione con l'alloro in abbondante acqua poco salata e calcolate 5 minuti dal primo fischio.

Intanto pelate le patate e tagliatele a tocchetti. Tagliate a piccoli cubettini anche carota, cipolla e sedano e metteteli a cuocere a fuoco dolcissimo con 1 cucchiaio d'olio e poca acqua.

Aggiungete nella pentola a pressione le patate ai fagioli e calcolate 15 minuti dal primo fischio.

Tritate gli aromi ed aggiungeteli al soffritto con poco peperoncino e, se vi piace, anche il concentrato di pomodoro. Aggiungete se necessario poca acqua.

Nel frattempo mettete a bollire poca acqua salata e preparate l'impasto per la pasta amalgamando bene l'uovo alle farine setacciate ed al sale. Lavorate per 5 minuti e poi lasciate riposare nella pellicola.

Patate e fagioli saranno pronti, quindi passatene metà al passaverdure ed aggiungete il purè al soffritto. Aggiungete anche il brodo di cottura di fagioli e patate. Continuate la cottura per 10 minuti circa, fino a quando il minestrone non sarà bello denso ed omogeneo.

Le restanti patate e fagioli possono essere essere aggiunte subito al minestrone, ma potrebbero sfaldarsi prima di finire la cottura, quindi c'è chi preferisce aggiungerli dopo 5 minuti.

Mentre il minestrone finisce di cuocere, tirate la pasta non troppo finemente in strisce sottili, regolandovi sulla misura del vostro coppapasta e cuocetela nell'acqua salata che avevate messo a bollire, che nel frattempo avrete insaporito con uno o due cucchiai di minestrone.

Scolatela e usatela per rivestire, direttamente nel piatto, l'interno del coppapasta, foderato con carta forno bagnata, strizzata ed oliata. Fate due strati sovrapposti e non preoccupatevi se non restano ben chiusi a formare un cerchio: ci penserà poi il minestrone a dargli forma. Lasciate riposare un po' in modo che la pasta asciugandosi si attacchi bene strato su strato e si sigilli.

Nel frattempo dovrebbe essere pronto il minestrone. Se non fosse troppo denso la composizione risulterebbe difficile: aggiungete quindi poco amido di mais allungato in poca acqua per addensarlo un po'.

Riempite con il cucchiaio gli anelli di pasta e quindi lasciate riposare ancora un po', magari al freddo (questo minestrone è buono tanto freddo quanto caldo), prima di sfilare il coppapasta.

Decorate a piacere con un po' di patate e fagioli, gli aromi usati, scaglie di grana. Io ho aggiunto a parte qualche filetto sottilissimo di carne secca (le coppiette romanesche) e qualche scaglia di grana.
Mi piace richiamare quella ricchezza delle zuppe di una volta, pur senza appesantirle, quando si aggiungeva (per dare sapore ma anche grassi e sostanza) la cotenna del maiale o le croste vecchie e dure del formaggio durante la cottura.

sabato 12 febbraio 2011

Chiuso per lavori

Mi spiace annunciare che da oggi per circa una settimana il blog sarà chiuso per....

lavori in corso


... lavori in cucina  :)

Ebbene si, dopo tanto tempo io e mia moglie abbiamo trovato il compromesso che cercavamo e trovato la cucina che potesse mettere d'accordo entrambi.

Quindi, come potete vedere, ho iniziato i lavori, togliendo mattonelle, spaccando muri, mettendo mano all'impianto elettrico (voglio tanta luce e tante prese corrente ;); poi toccherà allo scrostamento, tinteggiatura, stuccatura, fino a quando arriveranno il piastrellista ed il mobiliere...

Insomma una settimana bella intensa in cui, tra l'altro, sarà un tantino difficile cucinare :(

Per oggi me la sono cavata, in pieno cantiere, con una pastasciuttina d'emergenza.

penne al cavolfiore e zafferano con bottarga


Ci voleva questa pasta con il cavolfiore allo zafferano, legato con pochissima ricotta e poi spolverizzato con bottarga di muggine; l'ideale per ridare un po' di energie a queste vecchie braccia stanche, più abituate a far saltare spaghetti in padella che ad usare mazzetta e scalpello :(

Per ora vi lascio, vi auguro buon fine settimana, ed vi do' appuntamento fra una settimana... nella mia nuova cucina.

Se intanto vi va di ... sentirmi, se non vi basta dovermi sopportare qui sul blog, potete scaricare cliccando qui la mia intervista di giovedì su Radio Radicchio.

Pasta con cavolfiore allo zafferano e bottarga di muggine

Ingredienti
Per 3 persone
  • 240 gr di pasta (io ho usato un misto di penne e gnocchetti sardi)
  • 1/3 di cavolfiore medio
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaio di ricotta (meglio se di bufala)
  • abbondante pepe
  • bottarga di muggine
  • sale
Preparazione

Lessate in acqua salata e colorata con 1/2 bustina di zafferano le cimette del cavolfiore per 5-10 minuti, mantenendole un po' croccanti.
Scolatele senza buttare l'acqua di cottura, e passatele in padella aggiungendo un mestolo dell'acqua di cottura e l'aglio tritato finemente.
Mentre la pasta cuoce in acqua salata, continuare a cuocere il cavolfiore in padella, aggiungendo poca acqua di cottura alla volta se necessario.
Quando mancheranno 2 minuti alla cottura della pasta, scolatela e passatela con il cavolfiore, aggiungendo altra acqua di cottura del cavolfiore in cui avrete sciolto ancora un po' di zafferano.
Per ultima aggiungete la ricotta ed il pepe, mescolando e saltando in modo da amalgamare tutto.
Se non si formasse una bella cremina densa, aggiungete altra acqua di cottura.
Impiattate e spolverizzate con abbondante bottarga grattuggiata o a scagliette.

giovedì 10 febbraio 2011

FlatLandia vs SpaceLandia... le differenze nel piatto

flat landia nel piatto

Volevo postare qualcosa che parlasse di Differenze, il tema della puntata di Parallelamente in onda oggi alle 19.00 via web su Radio Radicchio, dove sarò ospite delle simpaticissime Eleonora e Giulia.



Un tema che secondo me calza perfettamente con la cucina, o almeno con la mia cucina: adoro infatti giocare su differenze cromatiche, di sapore, d'intensità, di consistenza, di temperatura, di cottura...
Giocare con tutti questi elementi non è solo divertente per chi cucina (ed io mi ci diverto moltissimo) ma rende più piacevole ed emozionante mangiare quello che viene proposto.

L'ho scritto anche nell'ultimo post quanto penso sia importante godere di quel che si mangia, e tutte queste differenze, le presenze/assenze, i contrasti o i crescendo di sapore

Ecco allora che l'atto di pensare diversamente anche una banalissima zuppa di verdura, la trasforma in qualcosa ricco di significato e con un valore diverso. Offrirla diventa occasione per parlare di cosa ci ha spinto a presentarla così, arricchendo quell'aspetto conviviale che tanto sa caratterizzare la dieta mediterranea.


Questa volta non ho pensato alla una ricetta partendo da quello che ho in frigo, o da un alimento che mi ispira o che ho trovo in qualche negozio, o da un profumo, da un aroma, da un gusto... ma da un ricordo, quello di un libro che mi è piaciuto tantissimo.
Non mi torna a mente perchè, pedalando verso l'ufficio, i pensieri siano volati a questo libro, ma sta di fatto che il racconto ed i personaggi non mi hanno dato tregua per tutta la giornata: dovevo raccontarli... nel piatto ;)

Il libro in questione è Flatlandiascritto nel 1884 da Edwin A.Abbott. Un racconto fantastico, bellissimo, che partendo dalla descrizione di un mondo impossibile, assurdo, a 2 dimensioni, popolato da esseri piani (triangoli, quadrati, pentagoni, ...), arriva a mostrarci la nostra incapacità ad accettare un punto di vista differente dal nostro.


Nel libro, il personaggio narrante, un Quadrato, dopo aver inutilmente cercato di spiegare agli abitanti di LineLandia (un mondo lineare ad 1 sola dimensione) l'esistenza della Seconda Dimensione, scopre che c'è un mondo completamente diverso dal suo, il mondo di SpaceLandia, un mondo con una Terza dimensione.

Nel libro il protagonista cercherà inutilmente di far conoscere l'esistenza di mondi superiori ai suoi concittadini, e non avrà più fortuna cercando di far immaginare la visione di un mondo a 4 o 5 dimensioni alla Sfera.

Alla fine verrà preso per pazzo, eretico perfino ed imprigionato a vita. Un destino d'incomprensione che toccò anche ad Abbott.
Sarà solo con l'enuciazione della teoria della relatività che si parlerà di dimensioni superiori alla terza e che il libro di Abbott verrà riscoperto.

flat landia nel piatto

Nessuna ricetta, come dicevo. Infatti per questo piatto mi sono limitato a trasformare la classica zuppa di verdure in un piatto dove tutte le verdure sono tagliate a fettine o rondelle o filetti, proprio come i personaggi di FlatLandia.

Ed a spezzare, ad irrompere in questo mondo piatto, e bidimensionale, l'uovo in camicia, la Sfera.
Beh non è proprio una sfera, ma era il mio primo tentativo di uovo in camicia; mi son sentito tanto Julie Powell quando cercava di fare il suo in Julie & Julia: mi scappava da tutte le parti e non voleva saperne di chiudersi su se stesso.

Alla fine assomigliava più ad un fiore che ad una sfera, complice anche l'intenso colore donato dallo zafferano che ho pensato di sciogliere nell'acqua di cottura.

Ma la differenza tra i due mondi si nota lo stesso, o no ?!?!  ;)

martedì 8 febbraio 2011

Spaghetti di kamut con formaggio di grotta e con crema di cavolo nero

Spaghetti di kamut con formaggio di grotta e crema di cavolo nero


"Stiamo rischiando di perderlo, dobbiamo intervenire subito..."
Sembrava il pronto soccorso di E.R., invece era la mia cucina... ma il cavolo nero che avevo per le mani andava salvato. Dopo averli dimenticati per più di una settimana nella dispensa in terrazzo, sarebbe stato davvero un peccato perdere quei due bei cespi, anche perchè  potrebbero essere gli ultimi della stagione.

Troppo maturi e morbidi per usarli in zuppe o simili, ne ho ricavato una crema concentrata con cui ho ricavato due bei piattini. Questo è il primo, semplice e veloce ma arricchito da alimenti davvero speciali.

Iniziamo dalla pasta: avevo visto la monograno Felicetti per la prima volta l'anno scorso in un contest che girava e poi in un fornaio. M'aveva subito incuriosito, e non poteva essere diversamente con il suo packaging così elegante ed essenziale lascia intendere che quel che conta è all'interno non all'esterno.

Ed in effetti non mente: questa volta ho ho trovato solo la versione al kamut che, oltre ad una cottura perfetta, per quanto io l'abbia stressato non poco, ha un sapore davvero ricco e corposo.

Spaghetto ricco, cavolo gustoso.... ci voleva proprio un formaggio speciale, come il Formaggio di Grotta delle Latterie Vicentine.


Si tratta di un formaggio fantastico, gustosissimo, dal sapore pieno, intenso, leggermente piccante. Me ne aveva parlato l'amico Domenico della Coldiretti e devo ammettere che è davvero fantastico.

Il formaggio, dopo una prima stagionatura di circa 60 gg, viene posto per almeno 5 mesi nelle Grotte del Castello a Schio. Si tratta di un rifugio scavato sotto il Castello di Schio durante la seconda guerra mondiale.

Avevo pensato inizialmente ad una fonduta, ma temevo che il suo sapore intenso coprisse gli altri, quindi ho optato per una sgranatura del formaggio: bellissimo sentire lo spaghetto avvolto dal cavolo ed ogni tanto incontrare il pezzetto di formaggio che riempie di sapore il fondo del palato...

Spaghetti di kamut con formaggio di grotta e crema di cavolo nero


Delle proprietà del cavolo nero ho parlato in diversi post, ma non ho mai parlato del formaggio.
Viene spesso bandito dalla tavola da chi vuol perdere peso per il suo contenuto in grassi, e talvolta con esso altri latticini.

Io non sono uno specialista, sono solo un blogger, quindi parto dal principio: io non amo pensare ad una dieta come una cura ma come ad una scelta di vita.
Trovo quindi impossibile immaginare di castigarmi ed infliggermi privazioni tutti i giorni... sarebbe un patimento e cercherei di sicuro il modo di sgarrare appena possibile (cosa che fanno in genere tutte le persone a dieta).

Quando preparo un piatto o creo una ricetta, penso a nutrirmi al meglio utilizzando alimenti sani, di stagione, equilibrati e bilanciati.
Ma penso anche a godere di quel che mangio, che deve soddisfarmi con la sua presentazione, gli abbinamenti ed i contrasti, la curiosità che genera, oltre ai sapori; e penso che gli articoli dallo scorso autunno lo possano testimoniare.

Detto questo, se, oltre al latte quotidiano, è consigliato mangiare 2 volte a settimana il formaggio, con porzioni di 100 gr per il formaggio fresco o di 50 gr per quello stagionato stagionato....perchè negarmelo ???
Anzi me lo gusto proprio, e visto che 50-100 gr sono pochi, cerco proprio quello più buono che c'è !!!



Prima di chiudere, vi invito a sintonizzarvi sul sito di Radio Radicchio, giovedì 10 alle ore 19:00, quando sarò ospite delle simpaticissime Eleonora e Giulia, conduttrici della trasmissione Parallelamente.


Spaghetti di kamut con formaggio di grotta e con crema di cavolo nero

Ingredienti
Per due persone
  • 160 gr di spagetti di kamut (io ho usato il Monograno Felicetti)
  • 1 cespo di cavolo nero
  • 80 grammi (circa) di formaggio di grotta (io ho usato quello delle Latterie Vicentine) o formaggio molto gustoso a pasta semidura
  • olio e.v. d'oliva
  • sale e pepe
  • bresaola (opzionale)
Preparazione

Lavate il cavolo eliminate le coste ed il torsolo e conservando solo le foglie. Mettete a cuocerle a vapore fino a quando saranno belle tenere (in pentola a pressione circa 15-20 minuti).

Tritatele grossolanamente e frullatele aggiungendo poca acqua di cottura o acqua tiepida e olio evo. Il risultato finale dovrà essere una crema piuttosto densa.

Mettete a cuocere la pasta per 3-4 minuti in acqua salata bollente, quindi passatela in una padella ampia con un goccio d'olio e acqua bollente salata fino quasi a coprirla.
Continuate la cottura aggiungendo, se necessario, acqua bollente (non fredda o bloccherebbe la cottura della pasta).

A metà cottura (dopo circa 3 minuti), aggiungete la crema di cavolo nero ed ultimare la cottura avendo cura di arrivare alla fine con una crema densa ma umida e regolando di sale alla fine.

Impiattate e cospargere con formaggio di grotta sminuzzato col coltello e pepe.

venerdì 4 febbraio 2011

Giovedì pesce !!!

spaghetti sminuzzati al brodo di alici


Il giovedì mattina in città c'è il mercato, ed al mercato c'è un banchetto con del pesce... fantastico. Se poi si arriva presto, diciamo alle 7.30, si riesce a scegliere al meglio spendendo anche poco.

Io non consumo da molto il pesce, e fino a poco tempo fa lo detestavo. Ma ammetto che più lo mangio e più mi piace. Quindi sbirciare il banchetto alla ricerca del pesce più fresco è diventato un piacevole rito.

E se poi riesco a trovare le ricette giuste, mi si scatena la fantasia e la passione.

Per il primo la prima ricetta l'ho trovata su un libro che mi è stato regalato da mio fratello, Fabrizio, e dall'amico Antonio, e mi ha subito fatto innamorare: semplice, veloce, economica, gustosa.
Con solo 80 centesimi e poco più di 20 minuti ecco pronto un piatto da leccarsi i baffi.

spaghetti sminuzzati al brodo di alici


Se poi si accompagna inzuppando una deliziosa focaccia integrale ai pomodori, come quella che vedete e che ha profumato casa per tutto il pomeriggio... allora manca tanto così per toccare il paradiso.

Ma davvero poco, perchè io quando sento casa riempirsi del profumo del pane vado davvero in estasi, mi si scatenano le endorfine, abbraccerei tutti e tutto mi pare bellissimo.... :)

E comunque quel tanto così che mancava è arrivato con il secondo piatto, una ricetta tutta mia, ma... questa ve lo racconto la prossima volta.

Anche se lo saprete, mi fa piacere ricordare che le Alici, come la maggior parte del pesce azzurro, è molto ricca di grassi polinsaturi (omega-3), dall'efficace azione anti colesterolo, sostenuta cui in questo piatto dalla presenza dell'Aglio.
Le Alici sono inoltre ricche di proteine, ferro e fosforo, quindi un pesce buono e salutare.

Accompagnato poi da un buon pane integrale, ricco di fibre che aiutano il lavoro dell'intestino, e olio d'oliva, altri grassi insaturi che combattono il colesterolo, direi che ce n'è abbastanza per non farsi mancare una volta a settimana questi fantastici pesciolini.


Vorrei dedicare ad Antonio e Fabrizio, miei preziosi "fornitori" di bellissimi libri di cucina, ed alla nostra amicizia: proprio come questo piatto è semplice, sincera, non costa niente ma da un sapore alla vita che... sarebbe un guaio se mancasse.

Spaghetti sminuzzati al brodo di alici

Ingredienti
Per 1 persona
  • 1 etto di alici fresche
  • 40 gr di spaghetti
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • peperoncino a piacere
  • sale
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro o 1/2 bicchiere di passata
  • 2 cucchiai d'olio evo
  • qualche pomodorino fresco (facoltativo)
Preparazione

Pulite le alici, tagliando la testa, eliminando le interiora e togliendo la spina dorsale e la coda.
In una casseruola scaldate metà olio e quando caldo versatevi le alici e fatele andare a fuoco dolce mescolando, fino a quando si spappoleranno.
Aggiungete al pesce il trito di prezzemolo, aglio e peperoncino (i pomodorini se li avete) e fate andare ancora 1-2 minuti.
Nel frattempo sciogliete il concentrato di pomodoro in abbondante acqua calda, oppure scaldate a fiamma vivace la passata, senza condimento, restringendola fino a che diventa ben densa. A questo punto, come per il concentrato, aggiungetela ad abbondante acqua calda.
Versate l'acqua sulle alici ed aggiungete gli spaghetti sminuzzati. Continuate la cottura fino a che gli spaghetti saranno teneri.
Impiattate e spolverizzate con altro prezzemolo, olio e se lo gradite aglio a crudo o appena stemperato nell'olio.
La ricetta originale prevedeva anche una spolverizzata di pecorino, che io però ho omesso.


Focaccia integrale ai pomodorini

Ingredienti
  • 300 gr farina integrale di grano tenero
  • 150 gr di farina di forza (manitoba)
  • 12 gr di lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaio di zucchero o mezzo di miele
  • olio evo
  • 5 gr di sale (1 cucchiaino)
  • una decina di pomodorini o pomodori secchi fatti rinvenire in acqua calda
  • sale grosso
  • origano
Preparazione

Sciogliere il lievito e lo zucchero in acqua tiepida. Setacciare le farine, versare al centro 2 cucchiai d'olio e l'acqua con il lievito. Impastare aggiungendo poca acqua calda per volta fino ad ottenere un impasto morbido ed umido, non appiccicoso (o appena appiccicoso).
Lavorate per qualche minuto quindi versate il sale sulla spianatoia ed incorporatelo poco alla volta.
Continuate a lavorare per 15 minuti al meno sbattendo spesso l'impasto sul tavolo, più volte ripetutamente. Questo contribuisce a rendere elastico e morbido l'impasto.
Fate lievitare il composto, unto d'olio, per 1 ora in una terrina capiente unta a sua volta, in un ambiente caldo, coprendo con un piatto.
Versate l'impasto sulla spianatoia allargandolo, ma senza schiacciarlo, piuttosto infilate le mani sotto e tirate verso l'esterno.
Ponete la sfoglia in una teglia unta a lievitare per altri 45 minuti, coprendo con cura.
Prima di infornare, distribuite sulla superficie i pomodorini tagliati a metà, schiacciandoli dolcemente. Ungete d'olio, cospargete di sale grosso ed origano.

Infornate a 200°C fino a quando sarà ben cotto. Se necessario fate dorare passando qualche minuto sotto il grill.

venerdì 21 gennaio 2011

Pasta al forno con cavolfiore aromatico e crumble al formaggio

Pasta al forno con cavolfiore aromatico e crumble al formaggio, salva ed aglio

Quando mi hanno regalato l'ultimo libro di Jamie Oliver (Jamie's 30 minute meals)... ho iniziato subito a sfogliarlo perchè m'incuriosiva troppo. Trovo particolare e divertente l'idea e la sfida: cucinare non dei piatti ma dei menù completi in 30 minuti, spendendo poco e magari anche senza essere maghi in cucina.

Non ho ancora provato a cronometrare un menù, e sulla fattibilità dell'impresa in rete si spendono già le polemiche (qui ne parla anche Alessandra del blog Menù Turistico). Intanto una ricettina l'ho provata subito, anzi l'ho stravolta subito  ;)

Avevo un cavolfiore in frigo, ma la proposta della pasta che compare nelle prime pagine,  con il cavolfiore gratinato mi sembrava un tantino scontata; anche l'aggiunta dell'immancabile pancetta abbrustolita, da buon inglese, non bastava a risvegliare il mio interesse, anzi non mi convinceva proprio.

E poi sia mai che seguo una ricetta alla lettera... ;)
E quindi via con le varianti. Il cavolfiore, per esempio: lo volevo un po' meno forte ed aromatico; con curcuma e coriandolo non solo il sapore intenso è stato controllato, ma ha assunto anche una bella colorazione gialla.

E poi il crumble con la creme fraiche... troppi grassi e troppo... pastone. Ecco allora a fianco dell'aglio la salvia che ne sottolinea l'aromaticità, domandone il permanente sapore in bocca.

Via anche la pancetta, altri grassi che appesantiscono il piatto.

Pasta al forno con cavolfiore aromatico e crumble al formaggio, salva ed aglio


Inutile dire che appena infornata questa pasta ha riempito la casa di un profumo buonissimo e nel piatto ha dato davvero un sacco di soddisfazione, profumata, speziata morbida e croccante... quello che ci vuole, alla faccia delle giornate nebbiose e fredde ;)

E poi un piatto sano oltre che buono. Importante la presenza del cavolo (di cui ho già parlato) e dell'aglio che si combina con la curcuma per potenziare il suo effetto sulla fluidità del sangue (antipertensivo) e sulla riduzione del colesterolo.
Inoltre la curcuma è un potente antiffiammatorio, antiossidante, anticoagulante, antidiabetogena, potente protettore epatico, in grado di proteggere dall'invecchiamento le cellule nervose ed, secondo diversi studi, in grado di inibire la crescita di diversi tipi di cellule tumorali.
Unico difetto... macchia in modo irreversibile qualunque tessuto quindi: occhio alla tovaglia ed alla camicia  :)
 

Ingredienti
Per 3 persone 
  • 240 gr di pennette o mezze penne rigate di buona qualità, che tengano la cottura (io adoro la Garofalo, e voi cosa usate ???)
  • 1/2 cavolfiore, bello bianco e compatto
  • 1/3 cucchiaino di curcuma
  • 1/3 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere
  • sale e pepe
  • olio evo (extra vergine d'oliva)
  • 3 fette di pan carrè
  • 1 manciata abbondante di formaggio grana grattuggiato
  • 1 pezzetto di formaggio media stagionatura (50-100 gr)
  • 3/4 foglie di salvia tritate
  • 1 spicchio d'aglio tritato
  • 1/2 peperoncino (facoltativo)
  • olio evo
Preparazione
Accendete il forno a 200°C e mettete a bollire due pentole d'acqua e sale. In una delle due, quella dove cucinerete il cavolfiore, mettete la curcuma ed il coriandolo.
Intanto che l'acqua raggiunge il bollore, tagliate le cime del cavolfiore in ciuffetti non troppo grandi (non buttate il torsolo, con quello si fanno certe zuppette... magari con cavolo, carote, patate, finocchio e topinambur... Fantastiche).
Assaggiate l'acqua aromatizzata e controllate che il sapore sia intenso ma non fastidioso. La curcuma può essere molto forte, quindi se necessario buttate parte dell'acqua e rabboccate.
Quando le due pentole bollono, versate il cavolfiore in quella aromatizzata e la pasta nell'altra.
Intanto preparate il crumble versando nel robot il pan carrè senza crosta spezzettato, il formaggio grana ed il formaggio stagionato tagliati a pezzettini, le foglie di salvia e l'aglio e se lo gradite il peperoncino a pezzettini.
Iniziate frullando a secco e poi aggiungete poco olio alla volta fino a raggiungere la consistenza di un crumble, con delle belle briciolone compatte.
Quando la pasta sarà cotta scolatela, e passatela in una padella con 2 cucchiai d'olio, il cavolfiore e fate saltare a fuoco vivace per un paio di minuti.
Aggiungete poca acqua calda (un mestolo) e continuate a saltare fino a quando il cavolfiore inizierà a disfarsi.
A questo punto aggiungete anche uno o due pugni del crumble in modo che con l'acqua presente formi un densa crema che legerà il tutto.
Versate in una teglia da forno, mescolando con 1/3 del crumble, quindi ricoprite con il restante crumble.
Passate in forno, magari solo con il grill acceso, fino a formare una deliziosa e profumatissima (grazie ad aglio e salva) crosticina e servire subito.

mercoledì 12 gennaio 2011

Crema di cavolo nero e porri con passatelli di castagna

crema di cavolo nero e porri con passatelli di castagna


Il cavolo nero che non sono riuscito ad usare con le Lasagne al ragù di cortile, è finito la sera a comporre un saporitissimo piatto.

Mi faceva davvero troppa voglia, e non volevo aspettare fino a quando, aprendo il frigo, con un groppo alla gola mi sarei reso conto che ormai era andato....

No no, andava usato subito, così bello scuro e carnoso. Non mi andava di usare il classico abbinamento con le patate, che si sa, stanno bene con tutto e legano, ma avrebbero smorzato quel bel gusto vegetale molto intenso del cavolo nero.
Così ho pensato di abbinarlo al porro, più delicato della cipolla e quindi secondo me più adatto a fargli da spalla.

E siccome proprio la mattina mi aveva incuriosito una variante della ricetta dei passatelli (indovinate un po' ? sempre sulla rivista Cucina Naturale), dove veniva usata la farina di ceci e di grano saraceno, mi son detto: "allora pastrocchio anch'io".
Così ho pensato di realizzare questi passatelli alle castagne, che con il dolce del frutto ha ben accompagnato e bilanciato il sapore intenso e vegetale del cavolo.
Purtroppo non avendo l'apposito attrezzo, li ho dovuti fare a mano e come vedete... sono molto irregolari. Ma va bene lo stesso, anzi, fa più rustico ;)

Insomma un piattino serale leggero ma saporitissimo e pieno pieno di salute. Ai benefici del cavolo, che come tutte le crocifere è ricco di sostanze antiossidanti, antitumorali e di fibre, si aggiungono quelli del porro: ricco d'acqua e fibre si combina con l'azione del cavolo nella diuresi e nalla regolazione dell'intestino, con la vitamina C sostiene le funzioni antiossidanti e di sostegno al sistema immunitario del cavolo.
Inoltre la presenza di sodio lo rende un naturale antiacido e quella di zolfo aiuta a contrastare i gas intestinale. Completano ferro, magnesio, potassio e fosforo... insomma non manca niente a questa verdura, cosa aspettate a comprarla :))))

crema di cavolo nero e porri con passatelli di castagna_

Per chiudere, anche se potrebbe starci bene l'uso di un brodo vegetale, io ho usato un leggerissimo brodo di carne fatto con gli avanzi del ragù del cortile (le ossa di una coscia); della serie non si butta proprio niente ;)


Domanda domandina

Secondo me non ci dovrebbe star male del coriandolo macinato nella crema, magari verso il fine della cottura. Voi avete mai provato questo abbinamento ? Che ne pensate ? Nel senso, vi tenta o vi fa inorridire l'idea ?

Ingredienti
Per due persone
  • 1 porro
  • 1 cavolo nero (non troppo grande)
  • brodo (vegetale o di carne)
  • sale e pepe
  • olio evo
per i passatelli
  • 100 gr di farina di castagne
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • una bella manciata di grana grattuggiato
  • sale
  • acqua q.b.
Preparazione
Affettate il porro e fatelo appassire dolcemente con poco olio. Solitamente si raccomanda di usare solo la parte bianca, più delicata, ma visto il gusto intenso del cavolo, io direi di usare anche un bel po' della parte verde.

Dopo qualche minuto aggiungete le foglie del cavolo, private delle coste più dure ed affettate. Non buttate coste e torsolo, tenetele invece da parte per la prossima minestra di verdure, ne guadagnerà in sapore.
Fate insaporire mescolando per 5 minuti almeno, quindi versate il brodo fino a coprire le verdure e continuate, dal bollore, la cottura coperta a fuoco medio.

Intanto passate a preparare i passatelli facendo la fontana con la farina di castagne mescolata al grana, versandovi al centro l'uovo, il sale e la noce moscata. Impastate fino ad ottenere un impasto morbido ma compatto, aiutandovi aggiungendo poca acqua se necessario.

Fate riposare l'impasto per 20-30 minuti avvolto nella pellicola, quindi se avete l'apposito attrezzo ricavatene i passatelli. Se, come me, non l'avete, formate con le mani dei sottili bigoli (rotolini da 3-4 mm di diametro), aiutandovi nella lavorazione con della farina di grano se tendesse ad appiccicare.
Tagliate poi i passatelli alla misura di 7-8 cm e lasciateli riposare.

Quando le verdure saranno ben cotte, frullatele finemente e lasciatele insaporire dolcemente ancora un pochino, mentre cuocete (5-10 minuti bastano) i passatelli nel brodo.

Impiattate la crema e versate al centro un pugno di passatelli.

sabato 8 gennaio 2011

Lasagne di mais e zafferano al ragù di cortile

lasagne di mais e zafferano con ragù di cortile


Era un po' che volevo provare questo piatto. A dire il vero l'avevo studiato un po' diverso, ma il poco tempo rimasto dopo i compiti (non i miei, io purtroppo la scuola l'ho finita), la spesa e le varie commissioni, non mi ha consentito di farlo proprio come volevo, ovvero con lasagne bicromatiche.

Ho preparato quindi solo una delle due, cioè una lasagna di mais profumata allo zenzero zafferano, davvero buona e consistente, ed al tempo stesso colorata, di un giallo intenso, ed in grado di profumare il piatto.

Quella che non sono riuscito a preparare è stata la lasagna al cavolo nero, che doveva esaltare i contrasti di colori e dare un sapore intenso e vegetale al piatto. Ma non ho buttato il cavolo, e nel prossimo post vi mostrerò come sono riuscito comunque a godere di questa delizia dell'orto.

Per il ragù, attento come sono ultimamente a cosa mangio, non volevo qualcosa di pesante, ma doveva essere comunque saporito.
Avevo pensato a carni bianche (pollo e faraona), arricchite dagli aromi che tipicamente troviamo nei cortili, addolcite e legate dalla zucca, immancabile nella mia cucina in questo periodo.

Ho scelto di non usare il petto del pollo ma il cosciotto: volevo "vedere" il pollo che usavo e poi volevo una parte gustosa e non stoppacciosa come il petto.
Ma quando ho finito di spolparlo... mi son reso conto che era più grande del previsto, e quindi la faraona aspetterà domenica per fare la sua bella figura :)

Per la cottura della pasta, poi, ho voluto seguire i consigli di Simone Rugiati: sbirciando il programma Io, me e Simone su Cielo, l'ho visto proporre la cottura della pasta direttamente con il sugo.
Essendo la pasta fresca la cosa era ancora più facile, ed è bastato allungare con il brodo preparato con le ossa del pollo e qualche verdura.

Con questa tecnica la pasta, oltre ad aiutare ad amalgamare il fondo, assorbe sapori e, nel mio caso, li rilascia. Infatti parte dell'aroma dello zafferano è passato dalla pasta al sugo, lasciando alla pasta prevalente il gusto del mais.

lasagne di mais e zafferano con ragù di cortile_

Alla fine la combinazione è risultata davvero saporita seppur leggera: carni bianche, molte verdure solo grassi vegetali; giusto l'uovo porta un po' in su il colesterolo, ma parliamo di meno di 1 uovo a testa, e consumare fino a 2 uova alla settimana è una regola consigliata.
Ingredienti
Ingredienti per 3 persone

per le lasagne (abbiamo avanzato qualcosa)
  • 80 gr di farina fioretto di mais
  • 120 gr di farina di grano tenero
  • 2 uova medie
  • sale
  • qualche pistillo di zafferano
per il ragù
  • 1 cosciotto di pollo
  • odori di cortile (1 foglia di alloro, 2 foglie di salvia, 1 rametto di rosmarino)
  • 1 bella fettona di zucca
  • 1 scalogno
  • 1/2 cipolla piccola
  • 1/2 carota
  • 1/3 di costa di sedano
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 bicchiere di vino bianco o rosato
  • 2/3 bicchiere di latte
  • qualche fungo secco frullato
  • olio evo
  • sale
per il brodo
  • 1 carota
  • 1 piccola cipolla
  • 1/2 costa di sedano
  • 4 chiodi di garofano
  • 4 grani di pepe
  • 1 foglia di alloro
  • sale
Preparazione
Iniziate spolpando il pollo e macinandolo con il coltello.

Mettete da parte la polpa e preparate il brodo immergendo le ossa ed i cicciolini di carne e tendini avanzati (non la pelle) nell'acqua con carota e sedano tratati, gli aromi ed il sale (non esagerate, perchè il brodo si ridurrà). Appena prende il bollore aggiungete anche i grani di pepe e la carota infilzata con i chiodi di garofano. Continuate la cottura facendo sobollire e schiumando spesso.

Passate quindi al ragù, tagliando a dadini piccoli cipolla, scalogno, sedano e carota.
Mettete il trito ad ammorbidirsi con poco olio a fuoco dolcissimo per 3-5 minuti.

Aggiungete quindi la carne e l'aglio e fate dorate leggermente mescolando.
Aggiungete la salvia tritata, il rosmarino a ciuffi e l'alloro.
Dopo qualche minuto bagnate con il fino e fate andare dolcemente fino a quando sarà completamente assorbito.

Aggiungete quindi la zucca tagliata a dadini un po' più grossi delle altre verdute, fate insaporire e bagnate con un po' del brodo che state preparando.

Dopo 5-10 minuti aggiungete anche il latte e dopo qualche minuto la polvere di fungo.
Completate la cottura, fino ad arrivare ad avere la zucca non completamente cotta ma che comincia a disfarsi ed addensare il fondo.

Preparare quindi le lasagne con il classico sistema della fontana con le farine setacciate e mescolate in cui versare l'uovo, il sale ed i pistilli di zafferano.
Impastate per 10-15 minuti fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Avvolgete nella pellicola e lasciate riposare per 20-30 minuti.

Tirare la sfoglia sottile, arrotolarla e tagliarla per ottenere le lasagne.

Per la cottura, mettere il ragù in una padella sufficientemente larga per contenere tutte le lasagne.
Dare una veloce scottata (1 minuto) nel brodo alle lasagne, quindi aggiungerle al sugo e bagnare con abbondante brodo.
Completate la cottura coperta mescolando spesso, aggiungendo brodo se necessario e controllando la cottura.
Completate la cottura scoperta e facendo asciugare il fondo alla consistenza di una crema.

mercoledì 5 gennaio 2011

Zuppa piccante di lenticchie e pane

zuppa piccante di lenticchie e pane


Dopo un bel San Silvestro, passato a cucinare e ... far cucinare, devo dire che abbiamo avanzato un po' di cosine.

Tra tutte, una valanga di lenticchie: del resto se faccio i miei conti e dico "Metti a bagno 200 gr di lenticchie", ma poi ne vengono messe a bagno 500 gr... qualcosa avanza.

A parte che adoro le lenticchie, e quindi in fondo non mi è davvero dispiaciuto averne avanzate, devo anche dire di averle fatte in questi giorni in diversi modi. Certo male non fanno, essendo un'ottima fonte di minerali (ferro e fosforo) e vitamine del gruppo B: insomma una bella botta di energia per fisico e mente.
Essendo poi ricche di fibre non possono che aiutare in questi giorni di... recupero post bagordi.

Tra le diverse preparazioni, questo mi è piaciuto molto. Innanzitutto la lenticchia qui domina il piatto, anche se a sostenerla è il sapore deciso dell'Harissa, una salsa nord africana davvero piccantissima e molto aromatica, a base di peperoncini e spezie.
Se amate il kebab, vi sarà capitato di sentirvi proporre salse più o meno piccanti; in genere hanno tutte una base di harissa.

Devo dire che così proposte sono state davvero una goduria, e mi hanno ricordato, con leggerezza, i sapori ed i colori magrebini e mediorentali.

Se poi alla zuppa aggiungiamo un pane come quello al farro integrale dell'agriturismo Le Valli... le manca solo la parola.

zuppa piccante di lenticchie e pane

Ingredienti
Per due persone
  • 200 gr di lenticchie di montagna bagnate
  • 2 fette di pane raffermo, possibilmente integrale
  • 1 cipolla media
  • 1/2 spicchio d'aglio
  • 1 punta di cucchiaino di Harissa
  • 100 gr di passata di pomodoro
  • 1/2 cucchiaino di origano secco
  • brodo vegetale
  • olio evo
  • sale
Preparazione
Affettate finemente la cipolla e mettetela ad appassire dolcemente in poco olio evo.
Dopo 3-5 minuti aggiungete l'harissa e l'aglio, fate insaporire quindi aggiungete la passata di pomodoro.
Fate asciugare sempre dolcemente quindi aggiungete le lenticchie e l'origano.
Dopo qualche minuto aggiungete del brodo vegetale e proseguite la cottura fino a quando le lenticchie inizieranno a rompersi.
A questo punto aggiungete anche il pane tagliato a cubettini piccoli, fategli assorbire il brodo ed ultimate la cottura mescolando con energia, fino ad addensare la zuppa.
Servite con fettine di pane tostato, e se volete contrastare il sapore intenso del piatto, con una cucchiaiata di crema fatta con ricotta lavorata con poco latte.